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Modena. Furti di biciclette in aumento Così si ricorre all’usato

Giorgia Amati Laura Cavalli Beatrice Montanari
Modena. Furti di biciclette in aumento Così si ricorre all’usato

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La giunta regionale ha approvato nei giorni scorsi uno stanziamento di 5 milioni destinato alla realizzazione di nuove piste ciclabili e al rifacimento di percorsi già esistenti.

Si tratta solo dell’ultimo di una lunga serie di investimenti - 25 milioni di euro in quattro anni - che la regione Emilia Romagna ha compiuto per promuovere l’uso quotidiano della bicicletta. Le città emiliano-romagnole scalano così le classifiche nazionali per chilometri di piste ciclabili presenti sul territorio urbano. Modena guadagna il terzo posto, dietro soltanto a Ferrara e Reggio Emilia.

Ad oggi sono 217 mila in regione coloro che utilizzano giornalmente le due ruote, e il dato è in continuo incremento.

Con l’aumento dei mezzi in circolazione si è verificato però lo sviluppo di un nuovo business malavitoso. Il furto di biciclette è infatti per i malviventi un’attività poco rischiosa ma estremamente redditizia, che a livello nazionale ha registrato un aumento del 20% negli ultimi cinque anni.

In Italia dal 2012 i casi di furto denunciati sono stati 320 mila, per una stima che supera gli 86 milioni di euro. E purtroppo non è che una piccola parte, poiché solo un derubato su cinque denuncia la scomparsa.

I dati riguardanti la nostra regione fanno però ben sperare: i furti in Emilia Romagna sono aumentati solo dello 0,5%, valore decisamente inferiore a quello della penisola.

Sul nostro territorio sono inoltre presenti diverse associazioni che promuovono il commercio regolare di bici usate (come i ragazzi di Ciclofficina Studentesca che, sotto alla tribuna del Novi Sad, ridonano vita a vecchie biciclette) e che attuano campagne volte a incoraggiare la denuncia dei furti. Questo aspetto, spesso sottovalutato, è in realtà fondamentale affinché le forze dell’ordine abbiano dati più consistenti e precisi, tali da permettere la mobilitazione di più unità.

“L’Altra Babele”, associazione che a Bologna da più di dieci anni gestisce un’efficiente ciclofficina, ha stipulato una convenzione con l’Ente per il diritto allo studio dell’Emilia Romagna, grazie alla quale gli studenti che denunciano il furto della propria bicicletta avranno diritto ad un rimborso del 20-25% del valore di un mezzo nuovo.

L’impegno civile nella lotta ai ladri di biciclette fa perciò ben sperare, ma, per quanto questi siano la prima preoccupazione dei ciclisti, sono molte altre le difficoltà cui va incontro chi sceglie di usare la bicicletta.

La scarsità e l’inadeguatezza delle rastrelliere è, per esempio, un disagio frequente, che a Modena si manifesta soprattutto in centro (zone come Piazza Roma e i dintorni della Biblioteca Delfini) e in prossimità delle scuole.

I portabici presenti sono infatti solo 2400 sui 5000 che si stimano necessari. Il Comune ha perciò approvato investimenti per dotare la città di un maggior numero di portabici, prediligendo il modello “Modena”, che, grazie alla caratteristica forma a P, renderebbe i furti più complicati da effettuare. —

Giorgia Amati

Laura Cavalli

Beatrice Montanari

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