Modena. L’odissea quotidiana dei pendolari: ritardi, prezzi alti e poca sicurezza
I disagi di studenti e lavoratori che viaggiano in autobus tra corse sovraffollate e fermate che non vengono rispettate
Circa 5,6 milioni di italiani scelgono di raggiungere i luoghi di studio o di lavoro tramite mezzi pubblici. Tra questi individui, per esplicitare le loro difficoltà, abbiamo scelto di descrivere la giornata di una giovane modenese.
Sono le 6, Zaida si sveglia e, come ogni mattina, si prepara per andare a scuola. Alle 7:05 entra in corriera ma, dopo qualche fermata, la situazione si fa piuttosto scomoda: l’autobus nel giro di pochi minuti si riempie al punto da non permettere nemmeno all’autista di poter osservare gli specchietti, compromettendo la sicurezza dei passeggeri; la mole di persone è tale che spesso il conducente è obbligato a lasciare a piedi diversi utenti che così sono costretti ad arrangiarsi. La corriera dovrebbe arrivare in autostazione alle 7:45, ma ciò accade esclusivamente in rarissime occasioni, causando alla ragazza scomodi ritardi.
Ma la giornata non è finita qui: quando Zaida esce da scuola alle 12 deve salire su una corriera differente da quella presa la mattina, che la porta a intraprendere un percorso che include un cambio di linea in un’altra cittadina, portando via così gran parte del suo tempo. Ci siamo concentrati sull’esperienza di una singola studentessa, ma tali disagi affliggono buona parte di coloro che sono costretti alla vita da pendolari, la quale non sempre è facile come sembra a causa di svariati inconvenienti: tra questi troviamo la scarsità di mezzi che non sono in grado di coprire diverse fasce orarie che potrebbero fare comodo a più individui.
Prendiamo come esempio la corriera 671 che collega paesi quali Sassuolo, Fiorano, Spezzano, Ubersetto e Casinalbo all’autostazione di Modena; per avviarsi verso il centro della città le uniche tratte disponibili si aggirano tra le 7 e le 8 di mattina mentre, per tornare verso Sassuolo, quelle su cui si può contare sono tra le 13 e le 14. La disomogeneità degli orari viene talvolta affiancata alla cancellazione di alcune corse a causa di svariati problemi che frequentemente provocano spiacevoli disagi; un esempio di tali difficoltà concerne la manutenzione non sempre efficiente dei mezzi, i quali ogni tanto presentano problematiche come frecce malfunzionanti e portiere che non si richiudono o non si aprono e che costringono così l’autista, per ovvie ragioni di sicurezza, ad aspettare un veicolo sostitutivo, provocando un assicurato ritardo.
Un ulteriore complicazione che colpisce i pendolari riguarda indubbiamente i prezzi degli abbonamenti, i quali presentano alcuni sconti per le fasce di età che comprendono gli studenti dai 5 ai 14 anni e le persone dai 65 anni in su, escludendo in tal modo la fascia più corposa di coloro che giornalmente usufruiscono dei mezzi di trasporto: gli studenti delle scuole superiori. Questi ultimi sono portati a pagare delle cifre esorbitanti per raggiungere il luogo di studio; i costi degli abbonamenti annuali partono da 240 euro per le zone urbane e riguardanti le frazioni di Modena fino ad arrivare a 663 euro per i luoghi più lontani da essa. Una volta analizzati questi dati sorgono spontanee alcune domande: è forse giusto che la nostra città non fornisca possibilità di muoversi senza problemi a chi vive in provincia? Cosa occorrerebbe fare per facilitare la loro odissea? E, soprattutto, è possibile fare qualcosa per migliorare l’efficienza e i costi dei mezzi di trasporto? —
Lara De Leonardo
Arianna Cornia
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