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dati dell’unione nazionale consumatori 

Modena tre le città più care: 167 euro l’anno in più a famiglia

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Modena si difende, non cade cioè in deflazione, ma i cittadini pagano a caro prezzo questo andamento perché secondo i dati diffusi dall’Unione nazionale consumatoti, la città della Ghirlandina è tra le più care in Italia. Si piazza all’ombra del podio, al quarto posto dietro a Bolzano, Verona e Bari.

Partiamo dai dati relativi alla inflazione. Come accennato, sono sette le città italiane in deflazione a novembre: i cali tendenziali dei prezzi maggiori a flessioni più significative si sono registrati nella vicina Bologna (-0,5%), Ancona (-0,4%) così come nell'altrettanto vicina Reggio Emilia (-0,3%).

Seguono Trento, Potenza, Cagliari e Aosta, tutte con un tasso negativo dello 0,2%. Questo secondo i dati Istat sui capoluoghi delle regioni e delle province autonome e i comuni con più di 150mila abitanti.

L'inflazione più elevata si osserva a Bari e Bolzano (+0,9% per entrambe), Verona (+0,8%) e Modena (+0,6%). Ma quanto costa ai modenesi questo dato su base annua?

L’Unione consumatori stima che per Modena, per un famiglia tipo, (composta cioè da 2,4 componenti) il rincaro su base annua è di 167 euro. Per Bolzano di 271, per Verona 207, Bari 187. Le altre emiliane? A Ravenna il rincaro è di 139 euro, a Parma di 28, mentre Reggio Emilia segnano un -84 e Bologna un -142.

«Le città più convenienti sono dunque sette - spiega l’Unione nazionale consumatori - Al primo posto della città più risparmiose c’è Bologna, dove l'abbassamento dei prezzi dello 0,5% genera un risparmio annuo di 185 euro per una famiglia di 3 persone (142 per una famiglia tipo).

Al secondo posto Ancona (-0,4%, pari a -112 euro, -90 per famiglia tipo) e al terzo Reggio Emilia, -0,3%, con un ribasso del costo della vita pari a 110 euro (-84 euro per la famiglia tipo).

Viceversa a Modena, come abbiamo notato, con una inflazione annua registrata a novembre che si attesta allo 0,6, ogni famiglia dovrà mettere in conto di spendere 167 euro in più rispetto all'anno scorso.

In testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, svetta inaspettatamente l'Abruzzo, che, con un'inflazione a +0,7%, registra, per una famiglia di 3 componenti, una batosta pari a 168 euro su base annua (143 euro per famiglia tipo). Segue la Puglia, dove l'incremento dei prezzi pari allo 0,6%, implica un'impennata del costo della vita pari a 147 euro (117 per fam. tipo), terzo il Piemonte, dove per via dell'inflazione a +0,4%, si ha un salasso annuo di 124 euro (100 per fam. tipo).

Quattro regioni sono addirittura in deflazione. In Basilicata si ha il record del risparmio: il ribasso dei prezzi dello 0,2% si traduce in una minor spesa annua pari a 49 euro per una famiglia di 3 persone (42 per una fam. media).

Segue la Sardegna, con una riduzione dei prezzi sempre dello 0,2% ed una minor spesa di 45 euro ed infine, al terzo posto, la Valle d'Aosta (-0,1% e minor spesa di 36 euro). —

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