Gazzetta di Modena

Modena

bilancio di mutualità 2019 

Cooperative, prevale il timore sul futuro Il 92% dell’utile destinato a riserva

Luca Gardinale

I numeri di Legacoop Estense: i soci sfiorano il mezzo milione, gli occupati crescono del 4,7% arrivando a 31.288

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Magari saranno le preoccupazioni per la scarsa crescita del Paese, o forse, allargando l’orizzonte, gli effetti della Brexit imminente. Se poi ci si mette anche il cambiamento climatico, con tutte le conseguenze sull’agricoltura, l’atteggiamento ultraprudente diventa comprensibile. Fatto sta che Legacoop Estense, la rete che tra Modena e Ferrara tiene insieme 209 cooperative, con mezzo milione di soci - praticamente un residente su due - e 31mila occupati, nel 2018 ha deciso di destinare a riserva il 92% dell’utile. Una scelta - la quota distribuita si è fermata al 5%, mentre il 3% è andato al fondo per lo sviluppo cooperativo - che punta a rafforzare la solidità delle imprese in un momento di instabilità generale, mentre negli anni passati la Lega delle cooperative aveva destinato a riserva il 72% (nel 2016) e l’88% (nel 2017) degli utili. Numeri che sono stati resi noti ieri, nel corso della presentazione del Bilancio di mutualità 2019: «Un bilancio - spiega il presidente Andrea Benini, affiancato dai coordinatori territoriali di Modena e Ferrara Marcello Cappi e Chiara Bertelli - che fa riferimento ai sette principi dell’Alleanza internazionale delle cooperative, secondo cui le performance di questa tipologia di imprese vanno valutate misurando la loro capacità di rispondere in modo efficace ai principi di partecipazione libera e volontaria, controllo democratico e interesse per il territorio».

Partendo dai soci, al 31 dicembre dell’anno scorso il numero era salito a 495.336, in leggero aumento rispetto al 2017, e il 92% di loro è rappresentato da consumatori. «Nell’attenzione ai soci e lavoratori da parte della cooperativa - spiega Benini - un ruolo fondamentale è rivestito dalle attività di formazione, tra cui è particolarmente rilevante quella specifica destinata ai soci eletti come consiglieri di amministrazione, per informarli sui doveri e le responsabilità connessi al ruolo».

Contestualmente, è proseguito l’impegno sul versante della professionalizzazione dei lavoratori, con oltre 13mila dipendenti coinvolti da corsi di formazione professionale (+6%), per un capitale investito pari a tre milioni di euro. Particolare attenzione è stata data come sempre alla sicurezza sul lavoro, cui sono stati destinati oltre 500mila euro. Per quanto riguarda la quantità e qualità del lavoro, nei bilanci 2018 si evidenzia la crescita dell’occupazione (il totale degli occupati è cresciuto del 4,7%, portando così i lavoratori a 31.288), con l’85% di contratti a tempo indeterminato e un’occupazione femminile che raggiunge il 60%.

«A fronte di un contesto nazionale di diffusione del lavoro povero e del dumping contrattuale - spiega ancora il presidente - Legacoop ha lanciato un’iniziativa per ridurre la giungla contrattuale, verificando l’effettiva rappresentatività di chi sottoscrive i contratti pirata».

A margine dell’incontro, il presidente ha anche commentato l’ennesima assoluzione di Roberto Casari, l’ex presidente di Cpl Concordia contro il quale la stessa Legacoop (anche se allora il presidente era Mauro Lusetti, attuale numero uno nazionale) si costituì parte civile: «È una vicenda molto dolorosa - commenta oggi Benini - perché la cooperativa si è trovata in una situazione difficile, mentre le cause che hanno portato alla mancata iscrizione nella “white list” erano state sovradimensionate. Elementi che oggi dovrebbero far riflettere chi allora prese determinati provvedimenti: quello che ci conforta, oggi è che Cpl sia riuscita a riemergere da quella difficile situazione». —

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