Il progetto del restauro dell’ex ospedale rimane fermo al palo
Il vero “bubbone” per la nostra città continua ad essere rappresentato dal restauro del settecentesco ex ospedale Sant’Agostino, da quasi quindici anni al centro di intricate vicende e colpi di scena. La struttura che fronteggia Palazzo dei Musei, voluta dal duca Francesco III, è di proprietà della Fondazione di Modena che è l’ente che a partire dal 2007 ne sta “gestendo” il tentativo di restauro. Siamo, ancora, al palo poiché è stato praticamente distrutto il vecchio progetto della archistar Gae Aulenti che aveva immaginato due torri nel cortile dove ospitare i libri della Galleria Estense. Ma da un paio d’anni è noto che lì l’Estense (e la Poletti) non andranno mai tanto che si è deciso all’inverso di posizionarvi alcuni enti culturali come Fmav e Fem. Quest’ultimo, l’ultimo prodotto di Fondazione di Modena e Ago, è già attivo da alcuni mesi e si occupa sostanzialmente di didattica in rapporto agli altri enti della città. Per il resto i 24mila metri quadrati del palazzone sono scarsamente “abitati” e l’unica struttura visitabile al momento è il celebre Teatro anatomico settecentesco di proprietà dell’ateneo. Il resto del restauro? Tutto fermo, dopo polemiche, ricorsi al Tar, protocolli poi superati firmati da Stato, Comune e Fondazione. Attualmente, per quanto riguarda la parte architettonica, si sta attendendo un parere da parte della Soprintendenza di Bologna. L’ente di tutela deve dare il via libera, bocciare o ammettere con prescrizioni (ossia i cambiamenti da farsi al progetto) i lavori della parte demaniale di viale Berengario. Ossia proprio la zona che comprende i musei universitari oggi diretti da Emiro Endrighi. Dell’altro progetto, relativamente alla parte storica del Sant’Agostino, invece al momento nessuno pare sapere che accadrà dopo la bocciatura della Soprintendenza. —
S.L.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
