La ceramica tiene, ma è in calo negli Usa
Produzione e vendite pressochè stabili con appena un -3% dovuto soprattutto alla concorrenza straniera al di fuori dell’Ue
Il settore della ceramica italiana mette un segno negativo davanti alla cifra 3, che sarebbe stata forse maggiore se le vendite non avessero vuto un andamento soddisfacente soprattutto in Europa. Il -3 è stato ufficializzato ieri mattina nella sede di Confindustria Ceramica, nel corso del tradizionale incontro di fine anno. I dati di produzione, vendita ed export 2019 dell’industria italiana delle piastrelle di ceramica sono poco sotto il dato 2018. La sostanziale stasi, accompagnata dall’aumento della capacità produttiva derivante dagli ingenti investimenti in fabbrica 4.0 realizzati nel corso dell’ultimo quinquennio, ha spinto aziende a ricorrere ad alcune settimane di stop produttivo, per evitare l’accumulo di scorte, in linea con quanto già successo lo scorso anno. Sono questi alcuni dei punti più evidenti emersi in occasione della presentazione delle dinamiche congiunturali, avvenuta in occasione di una conferenza avvenutain mattina e pi proseguita nel pomeriggio col convegno con le aziende associate a Confindustria Ceramica, a cui hanno partecipato anche Acimac e Ceramicolor, le associazioni consorelle della filiera della ceramica tricolore.
Il preconsuntivo 2019 elaborato da Prometeia sui dati di settore evidenzia per l’industria italiana delle piastrelle volumi di produzione e vendite intorno ai 409 milioni di metri quadrati (-1 milione rispetto al 2018), derivanti da esportazioni nell’ordine di 326 milioni di metri quadrati (-2 milioni) e vendite sul mercato domestico per 82 milioni di metri quadrati (+1). Tra i mercati di riferimento, le vendite in Italia e in Europa – che coprono circa i 2/3 del totale – mostrano segnali di crescita nell’ordine di alcuni punti percentuali, a fronte di esportazioni extracomunitarie che, invece, presentano flessioni più marcate.
Mercato interno fondamentalmente stabile, Europa che cresce e Paesi extraeuropei che calano, in particolare sul mercato degli Stati Uniti.
Negli Usa pesa l'arrembaggio degli spagnoli ,che, forti di migliori condizioni nel campo dei trasporti e della logistica dei porti, arrivano anche a proporre prezzi del 50% in meno rispetto ai prodotti similari italiani. Prodotti che rispettano l'ambiente molto più dei competitori stranieri. A proposito di ambiente si è parlato anche al recente impegno distrettuale firmato a Fiorano. Si tratta di un accordo innovativo, unico nel suo genere in Italia, che interviene in un contesto nel quale le singole aziende hanno già livelli di emissione nettamente inferiori a quelli sanciti all’Unione Europea e che ha definito un tetto generale alle emissioni nell’intero distretto. Un accordo che mira a migliorare le competitività delle imprese italiane anche attraverso procedure ed autorizzazioni standardizzate e con la riduzione a 45 giorni del termine massimo delle istruttorie per il rilascio delle sulle singole autorizzazioni integrate ambientali. E l'occupazione? Le risposte che sono state date fanno eco a quelle del 2018: se continua questo trend non ci sono pericoli gravi di calo degli addetti anche se qualche azienda sta producendo grazie a contratti di solidarietà e c'è all’orizzonte qualche domanda di cassa integrazione. —
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