Quelli della “San” gli rendono onore
Corradini: «Al ricreatorio ha cresciuto calciatori e uomini, quanti ricordi». Bandiere e stendardi accolgono il feretro
Persone semplici, pochi vip, tantissimi ex del ricreatorio, a fare da cornice al feretro di padre Sebastiano Bernardini, per l’ultimo saluto nella chiesa di Sant’Antonio. Il carro funebre, quasi a rispettare le abitudini del frate, è arrivato sul sagrato della chiesa con dieci minuti di anticipo, proveniente da Pavullo, dove in mattinata c’era stata la prima liturgia funebre. A fare da cornice all’ingresso labari e bandiere degli alpini (presenti in gran numero), delle associazioni, della polizia di Stato, dei carabinieri, della guardia di finanza. In chiesa hanno trovato posto tantissime persone, con una rappresentanza dell’amministrazione comunale di Sassuolo.
Il rito è stato concelebrato da un gruppi di frati cappuccini e sacerdoti. «Un grande personaggio che ci lascia - ha detto davanti alla chiesa Giancarlo Corradini, ex calciatore scudettato con il Napoli, ai tempi di Maradona ed ex allenatore alla Juventus - e che mi riporta indietro di tanti anni. Con lui alla “San” c’era tanta voglia di giocare, ma anche di aggregazione tra noi giovanissimi. Sapeva anche come farci rigare dritto: pena l’espulsione dal gruppo. La voglia di pallone era troppo forte ed allora “facevamo a modo”. Tra coloro che sono cresciuti con lui, oltre a me, anche Roberto Cesati, che andò all’Inter e tanti altri che hanno militato nel calcio che conta».
In chiesa sono arrivati anche tantissimi sassolesi affezionati a padre Sebastiano, che erano stati a trovarlo un nei giorni precedenti alla sua morte. «Siamo andati a Pavullo giovedì - ha detto uno di loro - e lo abbiamo trovato sollevato; nulla faceva presagire la crisi respiratoria che poi lo ha portato nuovamente e per l’ultima volta in ospedale a Pavullo, dove in pochissime ore è morto».
Padre Sebastiano ha avuto un contraccolpo psicologico in merito al progetto del “Dopo di noi”, sul quale era pronto a dedicarsi, come sempre, anima e corpo: il piano non aveva avuto la giusta attenzione da parte di chi doveva approvarlo. «Questa vicenda - hanno riferito gli amici sassolesi più intimi - lo aveva turbato non poco e c’era rimasto male, quasi disarmato e privo di voglia di lottare. Probabilmente non c’è un nesso diretto con la sua morta ma è certo che c’era rimasto parecchio male».
Va annotato anche il breve messaggio di cordoglio da parte del Partito Democratico di Sassuolo, con le parole del suo segretario Paolo Piccioli. «Come partito democratico di Sassuolo - ha detto il segretario Pd - ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Padre Sebastiano, grande perdita per tutta la città e non solo. Una figura che ha saputo, lungo tutta la sua vita, trasmettere valori di educazione e accoglienza, con lo sguardo sempre rivolto verso gli ultimi. Padre Sebastiano, cittadino onorario di Sassuolo dal maggio 2017, lascia un enorme vuoto. A tutti coloro che gli hanno voluto bene, alla famiglia, alla comunità dei frati cappuccini, le più sentite condoglianze». —
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