Il rilancio del centro storico tra passaparola e una app
L’idea di un gruppo di ragazzi è stata premiata al termine del primo hackaton organizzato da Lapam. I vincitori: «Così si può superare l’acquisto on line»
Si è concluso MoReHack, il primo hackathon organizzato da Lapam Confartigianato nell’ambito di MoRe Impresa Festival che si è svolto a Modena il 13 e il 14 dicembre. A vincere i 5 tablet messi in palio dall'associazione è stato un progetto volto al rilancio economico del centro storico. Erano due gli ambiti tra cui potevano scegliere i quasi quaranta giovani divisi in sei gruppi: il rilancio del centro storico, appunto, e il networking tra imprese. La giuria, composta da imprenditori e funzionari Lapam oltre che dal Pro Rettore di Unimore, il professor Gianluca Marchi e da Marcella Gubitosa cofondatrice di Stars & Cows, ha premiato ‘Famar’, il gruppo composto da Matteo Righi, Alessandra Caresani, Sergiu Dumbrava, Andrea Pradelli e Franco Pradelli, che ha elaborato un progetto basato su una app chiamata Rientro.
«L'idea - spiega Alessandra Caresani, 22enne trentina studentessa di Unimore - è quella di promuovere il risparmio per gli acquisti nei negozi del centro storico con sistemi di incentivi, cashback e tramite il meccanismo del passaparola e del feedback. Abbiamo immaginato che il nostro team, attraverso l'utilizzo dell'app, raccolga inoltre dati statistici utili alla profilazione dei clienti e degli esercenti, fungendo da generatore di informazioni per enti pubblici, cittadini e privati. Inoltre - prosegue Alessandra - la app avrebbe il vantaggio di avere le referenze dei negozi del centro (escludendo le grandi catene che hanno altri sistemi) consentendo al cliente di verificare la presenza di un determinato articolo e poter così andare in centro per acquistare senza ricorrere all’acquisto online».
L’esperienza è stata molto positiva: «È proprio così, non ci conoscevamo ma abbiamo lavorato davvero bene insieme».
«È stata una due giorni sorprendentemente positiva - rincara Franco Pradelli, che è laureato ha tre anni in più e ha fatto nascere una start up, Corax, che si occupa di dispositivi medici per paesi a basso reddito - Per me è stata la prima volta, è stato sì divertente ma anche molto stimolante, oltre che faticoso. Mio cugino mi ha fatto sapere questa opportunità di partecipare - conferma Pradelli, che è modenese, laureato a Unimore e lavora a Bologna con la sua start up insieme ad altri due colleghi - e proprio mio cugino Andrea era nel mio gruppo insieme a Sergiu, Matteo e Alessandra e sono contento di aver fatto questa esperienza che consiglio senz’altro ai miei coetanei. È stato un lavoro molto approfondito e siamo contenti di averlo portato a termine».
I ragazzi, per la maggior parte studenti Unimore, hanno avuto 12 ore di tempo in due giorni durante le quali tra brainstorming e caffe, hanno sviluppato idee e creato presentazioni da esporre alla giuria. La giuria si è basata su quattro criteri: utilità e valore del progetto; attinenza agli obiettivi proposti; creatività, sostenibilità e innovatività; chiarezza e completezza della presentazione. Il segretario Lapam, Carlo Alberto Rossi, chiosa così l’iniziativa: «Oggi gli hackathon possono essere non soltanto un driver per l’innovazione ma anche un’esperienza altamente formativa per i ragazzi, permettono infatti di allenare le soft skills, sempre più richieste nel mondo del lavoro. Queste competenze consistono nel saper comunicare in modo efficace, lavorare in team oltre che rispondere positivamente allo stress. La scommessa di realizzare un hackaton durante il MoRe Impresa Festival e dar modo ai giovani di esprimere idee e creatività, si è rivelata vincente». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google