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Irene, vive a Desenzano ed è funzionario in Provincia

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«Sono originaria di Carpi poi per motivi familiari mi sono trasferita nel Bresciano Nel mio caso specifico il telelavoro è un’esigenza» 

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Irene Calzolari vive a Desenzano e lavora per la Provincia. Non di Brescia, ma di... Modena. È questo uno dei vantaggi di essere un dipendente che può sfruttare il telelavoro.

«Io sono originaria di Carpi - spiega al telefono - In Provincia svolgo il ruolo di funzionario e mi occupo di progettazione europea, relazioni internazionali e patti territoriali. In seguito per esigenze familiari mi sono trasferita a Desenzano e quindi ho chiesto di poter sfruttare questa possibilità. Possiamo dire che per me poter lavorare da casa dal punto di visto logistico è un’esigenza, altrimenti farei molta fatica a raggiungere il posto di lavoro. È inoltre un vantaggio economico perché si risparmiano i costi del trasporto ed è anche un bene per l’ambiente. Meno spostamenti in auto significa meno Co2 ».

Irene non è l’unica dipendente della Provincia a lavorare da casa: sono in nove in tutto coloro che sfruttano il telelavoro ed è un’esperienza che l’ente modenese sta attuando da diversi anni.

Nello specifico Irene ha un impiego part time di tipo verticale: ciò significa che lavora soltanto due giorni la settimana.

«Uno in ufficio a Modena e l’altro da casa - specifica - Anche perché per legge almeno per una giornata bisogna essere nella sede di lavoro. Nel giorno del telelavoro faccio gli stessi orari dell’ufficio e mi connetto a intraweb, che è la rete interna della Provincia: è la prova, la garanzia che io in quel momento sto lavorando. Anche se non possiamo parlare di “timbratura del cartellino”, perché il telelavoro si basa su obiettivi da raggiungere e non sugli orari. Se, però, nel corso della giornata mi capita di dover uscire per una commissione o un’emergenza io informo l’ufficio, come se fossi fisicamente lì e allo stesso modo lo informo per il recupero delle ore perse».

Il caso di Irene è abbastanza vincolante, nel senso che il telelavoro le consente di risparmiarsi un viaggio di un’ora e mezza. Ma se potesse scegliere non è così sicura che il telelavoro sarebbe la sua opzione primaria: «Se si vive nelle vicinanze del luogo di lavoro sarebbe un po’ alienante non andare in ufficio: nel senso che comunque è comodo perché si risparmiano energie, ma c’è anche una questione sociale. L’ufficio è un luogo di relazioni e le relazioni sono sicuramente qualcosa di positivo».

Irene è anche mamma: «Sotto questo punto di vista, invece, è davvero comodo poter lavorare da casa. Diciamo pure indispensabile. In definitiva posso dire che nel mio caso specifico è un’esperienza assolutamente positiva». —

GIB

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