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JColors, ora si cerca un nuovo compratore Il sindaco: «Dialogo»

Svanita l’idea del rientro di Rossetti, appello a Confindustria Palazzi: «Giusta revoca i contributi ma serve una soluzione»

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FINALE. «Ricorrendone le condizioni, condividiamo la determinazione della Regione a chiedere la restituzione dei 7,6 milioni di euro erogati per la ricostruzione della JColors di Finale. Ovvio che questa vicenda ha dato da pensare a tutti, facendo affiorare il timore che si potesse trattare di una sorta di speculazione. Ma in questa fase è giusto esprimere un moderato ottimismo, alla luce della dichiarata e reciproca disponibilità della proprietà e delle parti sindacali di tentare la strada del dialogo».

Così il sindaco di Sandro Palazzi e l’assessore Beatrice Ferrarini, reduci dell’incontro in Regione per cercare di sbloccare la sconcertante vicenda dello stabilimento appena riaperto e che la proprietà è intenzionata a chiudere, licenziando tutti i dipendenti e trasferendo la produzione nell’altra sede di Lainate, a Milano.

Una vicenda che ha ferito, anche solo pensando alla storia imprenditoriale che attorno alla ex Rossetti era sorta, con la Bassa che è diventata dagli anni Sessanta polo di rilievo per il settore delle vernici. Non solo: all’indomani del terremoto sono stati tanti i dipendenti che si sono sacrificati pur di conservare un futuro a se stessi e a Finale, facendo la spola per anni dalla Bassa a Milano, e che oggi si sentono traditi. Molti se ne sono andati, ma per tutti la recente decisione della proprietà è stata un dolore.

Della famiglia Junghans alle trattative non si è visto nessuno. Delegato a condurle il manager Mitrano, che l’altro giorno a Bologna ha provato a spiegare le ragioni della proprietà: perdite continue in un settore in crisi. «Anche noi abbiamo creduto in Finale, impegnando alcuni milioni nella ricostruzione dello stabilimento», ha detto tra l’altro durante l’incontro.

La leva della Regione è semplice: in base alle ordinanze, gli stabilimenti finanziati per la ricostruzione devono restare operativi per almeno due anni. E poiché l’ultimo sal era stato erogato ad aprile, con la chiusura dello stabilimento di Finale i tempi non sono stati rispettati.

Se lo stabilimento venisse ceduto e il livello occupazionale mantenuto, il problema sarebbe risolto. Ma al di là di un presto tramontato sogno del rientro dei Rossetti, Mitrano ha parlato di avere interessato Confindustria in tal senso, finora senza risposte. Intanto si parte dall’incontro azienda sindacati di lunedì, con le speranze appese ad un filo. —

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