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il progetto “ponte per la vita” 

Il cuore di Aseop in Paraguay «Salvata una bimba di 4 anni»

Paola Ducci
Il cuore di Aseop in Paraguay «Salvata una bimba di 4 anni»

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«Il 13 ottobre 2019 è una data che rimarrà incisa in modo permanente sulle pietre del progetto “Ponte della vita”», afferma con commozione il presidente di Aseop Erio Bagni, presentando un grande obiettivo raggiunto nell’ambito di un progetto ventennale di cooperazione internazionale. «Cecilia, una bambina paraguayana di 4 anni è ritornata a sorridere alla vita – continua- questo grazie al primo trapianto allogenico in Paraguay reso possibile dall’impegno di Aseop, dal Comitato Maria Letizia Verga di Monza e da grandi medici italiani e Paraguayani che prima di procedere con l’infusione della sacca piena di vita si sono presi per mano e hanno formato una catena di speranza e di sapere il cui eco ha rimbombato nei cuori dei due continenti». Il progetto è iniziato nel 1999 e ha visto Aseop impegnata in prima linea insieme ad un’altra associazione di genitori di Monza. Ciò si è concretizzato in un importante percorso di organizzazione di un servizio di oncoematologia pediatrica presso l’ Ospedale Pediatrico di Assuncion in Paraguay attraverso investimenti strutturali e l’organizzazione di corsi di formazione di personale medico, infermieristico, tecnico in Italia. I risultati sono stati incredibili, da pochi letti l’ospedale è diventato un riferimento per tutta l’America Latina.

«La parola chiave è collaborazione - afferma il professor Paolo Paolucci, che lavorò al progetto - una collaborazione nata da due associazioni di genitori che ci hanno creduto a tal punto da riuscire a fare in modo che il servizio di cura di oncoematologia pediatrica di Assuncion diventasse di tipo pubblico in un contesto dove esisteva solamente il privato a scapito della vita».

«L’obiettivo è rendere il progetto sostenibile nel tempo - puntualizza il professor Attilio Rovelli, responsabile di trapiantologia del reparto di oncoematologia della Fondazione Mbbm di Monza e coordinatore dell’attività di trapianto dell’ospedale Ninos de Acosta Nu – facendo in modo che si creino localmente le competenze e la rete di sostenibilità affinché l’attività sanitaria possa procedere in autonomia. Ieri c’è stata anche la firma un protocollo tra il Ministero della salute del Paraguay e Bagni di Aseop, con esso il Paraguay acconsente alla pratica del trapianto e finanzierà ciascun intervento con 35.000 euro». —



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