Medicina d’urgenza nel caos “Fuga” di dottori e accessi record
I professionisti sono concentrati al Pronto soccorso. Il direttore Toscani: «Bandi contro le carenze»
Un avvicendamento di 10 medici negli ultimi tre anni a fronte di 47 mila accessi, un dato in crescita ogni anno, superiore anche a Baggiovara. E turni prolungati dai ritmi stressanti molto difficili da sostenere. La Medicina d’urgenza del Ramazzini è nel caos. I medici una volta impegnati in quel reparto sono sempre più concentrati sull’enorme mole di lavoro del Pronto soccorso. Alcuni, inoltre, hanno chiesto il prepensionamento; altri hanno domandato di essere spostati altrove.
«È normale che il personale della Medicina d’urgenza ruoti sulle funzioni di Pronto soccorso e Osservazione breve intensiva - spiega Stefano Toscani, direttore del dipartimento interaziendale di Emergenza-Urgenza dell’Ausl - Questa situazione si viene a creare quando si fatica a sostituire i medici che si allontanano per ragioni di pensione o altri motivi. Negli ultimi tre o quattro anni si è verificato un avvicendamento di 10 medici, legati soprattutto a contratti precari. Avvicendamento non significa che li abbiamo persi, ma esiste certamente una carenza, come, del resto, in altri Ps della provincia. Carenza che si misura in 20 medici rispetto a tutti i Pronto soccorso. Al Ramazzini sono sei i medici mancanti a fronte di 47mila prestazioni, con un aumento di 500 ogni anno. Dati elevatissimi se pensiamo che Baggiovara ne conta 46mila, seppur con una quantità più elevata di codici rossi». Nei giorni scorsi c’è stata una riunione con il personale della Medicina d’urgenza per affrontare il problema «che vede notevoli difficoltà perché i medici hanno turni prolungati e ravvicinati, con ritmi incalzanti. Dal 2016 nel reparto sono stati registrati 390 ricoveri, aumentati a 660 a fine 2018. In media il tempo del ricovero è di 4 giorni».
Alla luce delle carenze, Carpi riceve il supporto per il Pronto soccorso di personale di altri ospedali che forniscono una ventina di turni di 12 ore: l’equivalente dell’apporto di un medico e mezzo in più al mese. «L’impegno che ci siamo presi è quello di tenere aperto il reparto - prosegue Toscani - Abbiamo in programma bandi per la libera professione e due medici sono già disponibili a prestare lavoro al Pronto soccorso di Carpi. Così, i professionisti della Medicina d’urgenza potranno concentrarsi su quella. Inoltre, uscirà un bando affinché gli studenti, dal terzo anno dell’università, possano dare una mano».
Per sopperire al numero di accessi elevatissimo durante le festività il Pronto soccorso ha chiesto l’aiuto di specialisti, come chirurghi e urologi. «Il personale sta fronteggiando benissimo l’emergenza - conclude Toscani - Il vasto accesso al Ramazzini dimostra anche il forte attaccamento al territorio dei cittadini. Siccome, tuttavia, l’accesso è costituito da molti codici verdi, stiamo cercando soluzioni in collegamento con il territorio laddove sia possibile evitare il Pronto soccorso». Gli Obi, ovvero i casi di Osservazione breve intensiva, che comporta una permanenza dalle 15 alle 20 ore del paziente, invece, sono 5 mila. —
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