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La vittoria delle prof. tenaci: al via l’indirizzo socio-sanitario

Daniele Montanari
La vittoria delle prof. tenaci: al via l’indirizzo socio-sanitario

Dopo quattro anni di lavori, il professionale del Cavazzi attiverà la nuova sezione Giuliana Bononi e Daniela Miglioli: «Insegnare, significa anche lasciare un segno»

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Adesso è realtà, a tutti gli effetti: giovedì la Provincia ha comunicato al preside Stefano Graziosi che in seguito al nulla osta della Consulta regionale per il sistema informativo, dall’anno scolastico 2020/21 il Cavazzi Sorbelli potrà attivare nell’ambito del Professionale l’ indirizzo “Servizi per la sanità e l'assistenza sociale”.

Rivoluzionario per la novità che rappresenta sul territorio (finora c’era solo al Cattaneo di Modena), ma rivoluzionarie sono anche le professoresse Giuliana Bononi e Daniela Miglioli, che hanno lavorato per quattro anni con studi, progetti e incontri con tutto l’appoggio possibile da parte di Graziosi, che si è fidato della loro passione.

Ha fatto bene, perché non è facile trovare tanta tenacia nel perseguire un risultato passando tra ostacoli quasi quotidiani. Tanto più se si lotta per qualcosa al di fuori delle rispettive aree di competenza: Miglioli insegna italiano e storia, Bononi francese.

Materie che forse verranno anche un po’ sacrificate nel nuovo indirizzo. Ma per loro è un dettaglio: «Insegnare significa alla radice “lasciare un segno” - dicono - Al di là delle rispettive discipline, siamo appagate dal fatto di aver contribuito ad arricchire il nostro istituto con qualcosa di proiettato al futuro, nella speranza che possa rispondere ai bisogni dei giovani dando loro una concreta chance per restare sul territorio».

A livello di materie, il nuovo indirizzo prevede fra l'altro lo studio di Metodologie operative, Scienze umane e sociali, Laboratori di Servizi sociali e microbiologia, Igiene e cultura medico-sanitaria, Psicologa generale e applicata, Legislazione socio-sanitaria ed Economia sociale.

La preparazione è funzionale all’inserimento nel mondo del lavoro in professioni che affiancano il personale qualificato del settore socio-sanitario e dei servizi alla persona: supporto all'autonomia (disabili), alle attività educative (adolescenti con disagio o anziani), di mediazione culturale (stranieri), di assistenza sociale anche domiciliare, di animazione (bambini) e molto altro.

Inclusa la possibilità, da costruire in convenzione con gli enti territoriali, di ottenere in quinta, dopo un esame post diploma, la qualifica di Oss, operatore socio sanitario. Secondo sbocco, la laurea in ambito sanitario (medicina, infermieristica), sociale (psicologia) o educativo (scienze della formazione).

Tutto è partito quattro anni fa: l'idea dopo l’ok del preside il progetto ha ricevuto quelli di Collegio docenti, Consiglio d'istituto, giunta comunale e nel giugno 2018 quello unanime dei dieci sindaci dell'Unione, che hanno riconosciuto il progetto come coerente ai bisogni dell'area vasta del Frignano. Quindi il confronto con Provincia e Regione.

Il 10 gennaio la presentazione alle famiglie al Cavazzi, con tutti i dettagli.

«Grazie a queste due docenti vulcaniche, piene di entusiasmo, Pavullo e il Frignano si arricchiscono di un indirizzo strategico – il vicesindaco Daniele Iseppi – che abbiamo riconosciuto nelle potenzialità dai primi momenti del nostro insediamento, con l'allora assessore alla scuola Angela Pietroluongo, facilitando l'incontro decisivo con i sindaci dell'Unione. E remando tutti assieme, è arrivato il risultato». —

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