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Complanare, a gennaio progetto al ministero Ma ci sono tre ostacoli

Luca Gardinale

Costi aumentati, problemi idraulici e il “nodo” Autostrade i problemi da sciogliere prima di arrivare alla gara d’appalto

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Magari il cambio di governo non ha aiutato a velocizzare la pratica. Dall’altra parte, il passaggio del ministero da un Cinque stelle a una Dem emiliana può senza dubbio aiutare a sbloccare un’opera tanto richiesta dal territorio quanto… ferma: era il 2002 quando partì il percorso per la realizzazione della Complanarina, il tratto di sei chilometri che collegherà la tangenziale (all’altezza di Cantone di Mugnano) con il casello autostradale di Modena sud. Un progetto che rappresenta una delle sfide principali per il 2020 dell’amministrazione Muzzarelli, che punta con decisione sul prolungamento dell’anello delle tangenziali per ridurre i tempi per raggiungere l’autostrada e soprattutto per decongestionare il traffico nella zona sud-est della città, e in particolare della Vignolese. Ma qual è lo stato delle cose a pochi giorni dalla fine del 2019? Al momento, la società Autostrade per l’Italia - che nei mesi scorsi ha inviato i suoi tecnici a Modena per un confronto con l’amministrazione comunale - ha il progetto esecutivo pronto, ma la presentazione al ministero delle Infrastrutture, prevista per il mese di agosto scorso, è slittata con la crisi del primo governo Conte, mentre il nuovo esecutivo non l’ha ancora calendarizzata. Questo non significa che tutto sia rimasto fermo in questi mesi: i contatti con Roma sono stati frequenti, e pur non essendoci ancora nulla di ufficiale, è probabile che tra gennaio e febbraio Autostrade per l’Italia sia chiamata dal ministro De Micheli a presentare il progetto al governo. Un passaggio fondamentale per ottenere l’ok definitivo e impostare la fase successiva, quella della gara per avviare i cantieri. Nel frattempo, come spesso succede quando si passa alle fasi decisive delle grandi opere, sono sorti due problemi: il primo è di natura strettamente economica, perché i cinquanta milioni di costi ipotizzati - interamente a carico della società, dal momento che l’infrastruttura rappresenta una compensazione per il territorio dopo la realizzazione della quarta corsia della A1 - sono aumentati in fase di progetto esecutivo. Il secondo problema è di natura tecnica, e riguarda il “franco idraulico”: in sostanza, in alcuni punti, soprattutto quelli in cui incrocerà i canali, il tracciato dovrebbe correre un po’ più in alto del previsto. Problemi di fatto superabili, anche se sul tavolo c’è una terza questione, dagli esiti più imprevedibili: a un anno e quattro mesi dalla tragedia del ponte Morandi di Genova, il governo Conte bis - come ribadito nei giorni scorsi dal premier e sostanzialmente confermato anche dal ministro De Micheli - non ha abbandonato l’idea di revocare le concessioni autostradali ad Atlantia, la holding controllata al 30% dalla famiglia Benetton che a sua volta controlla Autostrade per l’Italia. Anche se la questione è molto complessa, insomma, oggi su Autostrade pende ancora una spada di Damocle, con tutto quello che ne consegue per i progetti che la società deve realizzare, a partire dalla Complanarina di Modena. Se tutti questi scogli saranno superati e se nel giro di un paio di mesi si arriverà alla presentazione del progetto esecutivo, il 2020 potrebbe davvero essere l’anno buono per far partire la gara, che si completerà nel 2021 per lasciare finalmente spazio ai cantieri. —

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