«Tanto impegno, testa e cuore ecco gli assi giocati dal sindaco»
Analisi dell’istituto Cattaneo sul voto alle amministrative in base a 5 elementi: economia, multiculturalità, social, crisi della rappresentanza, individualismo
Diversi elettori hanno fatto la croce su Salvini con la mano destra e la “X” su Muzzarelli con la sinistra. Tutto questo in un contesto in cui prevalevano sfiducia e inquietudine, soprattutto per la situazione economica generale. Ad analizzare in maniera articolata la situazione modenese che ha portato alle elezioni amministrative del 26 maggio scorso, dal clima che si respirava in città alla cavalcata che ha portato alla netta vittoria del “duca” Gian Carlo, è stata la fondazione di ricerca dell’Istituto Cattaneo di Bologna. Un’analisi in 84 pagine, pubblicata nei giorni scorsi e curata dal sociologo modenese Vittorio Martinelli e dall’ex capo di Gabinetto del Comune di Modena, il mirandolese Gigi Costi.
Un racconto che «segue, raccoglie e mescola indagini, teoria politica, opinioni di parte ed eventi relativi alle amministrative del 2019 a Modena». Partendo dallo scenario che ha fatto da sfondo alle elezioni, gli autori individuano cinque elementi che hanno condizionato la situazione: il primo è lo scossone economico «più forte e duraturo dal Dopoguerra, che ha destabilizzato la fiducia nel futuro e l’idea di una crescita ciclica ma continuativa nel tempo. Il secondo - continuano Martinelli e Costi - è il passaggio dalla monoculturalità alla multiculturalità, con le ricadute in termini di identità, paure, governo della migrazione». Il terzo fattore riguarda invece la comunicazione tramite internet e i social network, la cui rivoluzione sta nell’aver trasformato ogni persona in “produttore di informazione”, modificando relazioni e comportamenti. «Il quarto fattore - spiegano - riguarda la “disintermediazione” della società e la crisi della rappresentanza, mentre il quinto attiene ad un forte aumento dell’individualismo, sia per quanto detto, sia nella forma del disinvestimento nel pubblico e nella fiducia verso gli altri». Uno scenario complesso, che ha diffuso inquietudine, come emerso da un focus group commissionato dal Pd, mentre tra gli aspetti più critici per la vita modenese sono citati: sicurezza, degrado e criminalità. In questo contesto, il sindaco uscente Gian Carlo Muzzarelli veniva visto come una persona perbene, attaccata alla famiglia, attenta alla comunicazione e disponibile, ma anche coraggiosa per alcune scelte fatte, come quella che ha portato al successo del Modena Park. Allo stesso tempo, al sindaco uscente veniva riconosciuta la mancanza di empatia, una certa freddezza e la difficoltà di confrontarsi con i cittadini. Ma quali sono state le armi con le quali il “duca” ha conquistato i modenesi, compresi molti di quelli che lo stesso 26 maggio hanno votato Lega alle europee? Secondo gli autori, «Gian Carlo ha fatto il sindaco full time, con testa e cuore. Ha lavorato giorno e di notte, interpretando il suo ruolo come una missione. Ha incontrato tutti, ha percorso ogni angolo della città, occupandosi di grandi strategie e della buca in strada o della panchina da riverniciare». —
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