Bus, ritardi e disagi per gli studenti modenesi La parola a Seta
L’azienda spiega i problemi legati agli orari scolastici «Mezzi pubblici al centro dei programmi urbanistici»
I disagi provocati dai mezzi di trasporto Seta sono argomento di discussione quotidiana, soprattutto nel periodo scolastico.
A causa di sovraffollamenti e ritardi si viaggia in modo poco confortevole provocando disagi e irritazione. Tutta questa pressione la subiscono in prima persona gli autisti, che si ritrovano a lavorare in un clima tutt’altro che semplice.
Abbiamo interpellato Seta, l’azienda dei trasporti della nostra provincia, che ha fornito chiarimenti e spiegazioni.
Come vorreste risolvere il problema dei ritardi dei vostri mezzi?
«Purtroppo i mezzi pubblici utilizzano quasi esclusivamente sedi stradali promiscue e le corsie riservate sono limitate. Dovendo circolare nel traffico privato i nostri mezzi si trovano a fronteggiare una pluralità di fattori esterni non imputabili a noi che influenzano la regolarità del servizio. Bisognerebbe riservare un ruolo centrale ai mezzi pubblici nella pianificazione urbanistica delle città».
E il problema del sovraffollamento?
«Ogni giorno monitoriamo le corse assieme ai tecnici dell’Agenzia per la Mobilità. È frequente inserire delle corse supplementari o mettere in servizio mezzi più capienti come faremo a gennaio dato che verranno introdotti dei nuovi bus da 15 metri di lunghezza, capaci di ospitare fino a 120 passeggeri. Tuttavia ogni intervento deve essere preso avendo come riferimento l’impianto generale del servizio non in base alle necessità di singoli gruppi di utenti».
Avete già agito in passato su questi fenomeni? Se sì, in che modo e quali sono stati i risultati?
«Negli ultimi sei anni i passeggeri trasportati da Seta nel bacino provinciale di Modena sono aumentati del 17% e nello stesso periodo le risorse pubbliche destinate al nostro settore sono calate. Questo squilibrio si scarica sulla qualità del servizio offerto. Per assicurare comunque un servizio qualitativamente adeguato nel periodo 2016-2019 abbiamo investito 28 milioni di euro di cui oltre 25 destinati all’acquisto di nuovi mezzi, sostenuti con l’autofinanziamento».
Per il sovraffollamento ci sono mai stati episodi di mancanze fisiche e malesseri durante la corsa? Come avete risolto la questione?
«Fortunatamente capita molto di rado che l’autista debba intervenire per casi simili: quando ciò succede, viene immediatamente allertata la nostra centrale operativa, che si coordina con il personale sanitario operativo sul territorio richiedendone l’intervento».
Vi sono mai stati riportati episodi di violenze verbali e fisiche o furti?
«Capita raramente. Un problema più frequente è costituito dalle violenze verbali o dalle vere e proprie aggressioni che subisce il nostro personale di controllo, da parte di passeggeri non in regola: per questo motivo, da tempo, i controlli non vengono effettuati da singoli addetti ma esclusivamente da gruppi di 2-3 addetti».
Istruite i vostri autisti su come comportarsi in questi casi?
«Certamente, tuttavia i dipendenti di Seta non sono operatori sanitari o di polizia per questo vogliamo installare un sistema di videosorveglianza “in diretta” con la nostra centrale operativa e con le forze dell’ordine. Inoltre abbiamo dotato i verificatori di body-cam digitali e abbiamo avviato un coordinamento con la Prefettura, le forze dell’ordine e le polizie municipali, segnalando le tratte o le singole corse in cui si sono verificati episodi illeciti. A carattere sperimentale, abbiamo impiegato a supporto del nostro personale anche operatori della vigilanza privata, in funzione preventiva e di deterrenza». —
Nicolas Olivieri
Pietro Rossi
Alessandro Meletti
Asia Occhionero
Michele Ghibellini
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