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Emilia Coraggiosa, anche i “no Bretella”con Bonaccini

L.G.

Presentata la lista guidatada Paolo Trande ed Erica Biagini: «Il nemico è la destra, incomprensibile paragonareil presidente a Borgonzoni»

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Un doppio capolista (uomo e donna), un “pezzo” importante del comitato “No Bretella”, la segretaria di un’associazione che difende e valorizza la cultura rom. Una lista decisamente ampia per una rosa allo stesso tempo “civica e politica”, come spiegano gli stessi promotori. Emilia Romagna Coraggiosa, la lista di sinistra che sosterrà Stefano Bonaccini alle elezioni regionali del 26 gennaio, ha presentato ieri gli otto candidati modenesi al Consiglio. Due, dunque, i nomi che guideranno la rosa: uno è Paolo Trande, medico ed ex consigliere comunale, mentre l’altra è Erica Biagini, 27enne praticante avvocato. Gli altri candidati sono Cinzia Cornia, ex professoressa di filosofia all’istituto Selmi, l’avvocato Mauro Sentimenti, cofondatore del comitato “No bretella, Sì mobilità sostenibile” e rappresentante dell’Associazione Giuristi Democratici . In corsa anche Aldo Arbore, maestro montessoriano di scuola primaria, Donatella Ascari, segretaria dell’associazione Thèm Romanó Onlus di Reggio, impegnata a promuovere la cultura rom, Carlo Magnoni, medico di famiglia a Nonantola attualmente in pensione , e la consigliera comunale a Soliera Martina Venturelli, 22enne dipendente di Esselunga. Una lista che si è dotata anche di un “community manager”, il rappresentante del comitato “No Bretella” Eriuccio Nora: «Come comitato abbiamo deciso di sostenere una lista che a sua volta sostiene la candidatura di Stefano Bonaccini - spiega - ma non abbiamo cambiato idea sulla Campogalliano-Sassuolo». Del resto, fa notare il capolista Trande, «l’avversario da battere è la destra, e non comprendiamo chi da sinistra dice che Bonaccini e Borgonzoni sono uguali». E a chi gli chiede perché i “coraggiosi” non abbiano cercato un’intesa con le altre due liste di sinistra, Sentimenti replica alzando le braccia: «Per dialogare bisogna volerlo in due...». —

L.G.

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