Modena. Il pilota Bertolini: «Ragazzi attenti, si rischia più in strada che in pista»
Il campione di Sassuolo lancia un messaggio sulla sicurezza: «Al volante rispettare regole e limiti di velocità»
Il sassolese Andrea Bertolini, collaudatore Ferrari e Maserati con 9 campionati in bacheca (cinque titoli mondiali, tre europei e uno asiatico), è il pilota più vincente di sempre nella storia Gran Turismo al mondo.
Bertolini si è raccontato in un luogo per lui molto speciale: la sala dei trofei nella sua casa di Sassuolo.
Come e quando è nata la passione per i motori?
«Quando avevo dieci anni mio cugino mi diede la possibiltà di provare il suo kart in un piazzale a Sassuolo. Da lì fu proprio amore a prima vista....».
Passando alla Ferrari, quando è iniziata l'avventura al Cavallino e in quale modo?
«Io non ero ancora maggiorenne e non avevo la patente, mi chiamò un team per fare alcuni test nella pista di Fiorano. Avevo diciassette anni con una 355 Challenge, e la fortuna fece sì che fossero presenti persone dell'ambito Ferrari, tra cui Dario Benuzzi, capo dei collaudatori. L'impressione fu buona e divenni il più giovane collaudatore della storia Ferrari».
Riguardo alle monoposto di Formula 1, cosa ci può raccontare?
«Ho iniziato nel 2001 a collaudare quelle destinate ai clienti. Un giorno c'era Michael Schumacher in pista e, vedendomi guidare, parlò con Jean Todt (attualmente presidente della FIA, ndr). Successivamente divenni collaudatore ufficiale della Scuderia di Formula 1».
Durante la sua carriera, qual è stata la corsa più difficile da gestire?
«Gare difficili ne ho avute tante, ma sicuramente la 24 ore di Spa Francorshamps del 2006 è stata la più dura, anche se l'abbiamo vinta. Sono state ventiquattro ore molto faticose con giri da qualifica per tutto il tempo perchè dovevamo recuperare una partenza sfortunata, causata dall'esplosione di un pneumatico. Infatti, quando siamo saliti sul podio, non aspettavo altro che poter scendere e andare a riposarmi».
In tutta la sua carriera c'è stato qualche momento in cui ha pensato di mollare tutto?
«Sì, è successo nel 2012, perchè i risultati non arrivavano e non provavo più quell'adrenalina e quella voglia per le corse. Per fortuna, però, al mio fianco c'era mia moglie Angela che, conoscendomi bene, mi disse di non smettere. La fortuna ha voluto che proprio in quell'anno andai in Belgio a disputare la 24 ore di Spa, che alla fine vinsi e da quel momento ritrovai il gusto per le corse e la voglia di continuare a gareggiare».
Le è mai capitato durante una gara di fare un brutto incidente e, solo riguardandolo in seguito, di realizzare cosa fosse successo?
«Quando si corre per tanti anni può succedere varie volte di essere coinvolti in incidenti, legati magari a guasti meccanici o a contatti con avversari, ma fortunatamente ho sempre guidato macchine molto all'avanguardia dal punto di vista dell'affidabilità. Inoltre posso assicurare che i livelli di sicurezza delle macchine in pista sono elevatissimi, tant'è che io mi sento molto sicuro quando corro, ma lo sono molto meno quando vado per strada normalmente. Sfrutto anche la domanda per lanciare un messaggio: quando ci si mette al volante bisogna rispettare le regole, i limiti di velocità e stare attenti sempre, perchè basta poco per far sì che succeda qualcosa di grave».
Tralasciando le corse, come ha trovato il tempo per la famiglia?
«La mia fortuna è mia moglie, perchè segue tutto quello che riguarda i bambini e la nostra famiglia. Quando sono a casa, però, sono molto presente e mi dedico a loro. Ho una famiglia che respira sport a pieni polmoni: mio figlio ha la fortuna di giocare nelle giovanili in un’ottima società come il Sassuolo, mentre mia figlia si è appassionata al pattinaggio. Infatti, quando non sono via, mi diverto a seguirli in tutte le loro attività sportive».
Ultima domanda: cosa vuol dire per lei Ferrari?
«Ferrari per me è come una seconda famiglia. Sono nato e cresciuto nell'ambito sportivo in Ferrari e Maserati. Quindi, per un modenese, è un privilegio e un onore cercare di portare in alto i colori del Cavallino e del Tridente nel mondo». —
Fabrizio Bavetta
Lorenzo Blondi
Gabriele Del Sesto
Nicolas Farina
Alessio Pomarè
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