Gazzetta di Modena

Modena

la protesta di due carpigiani 

«Non c’è solo il Duomo, riaprite anche le altre chiese della città»

Serena Arbizzi
«Non c’è solo il Duomo, riaprite anche le altre chiese della città»

Affisse davanti a San Nicolò, San Francesco e Sant’Agata gigantografie di presepi. «Pronti a veglie»

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Una protesta pacifica ma ferma. Molto ferma. Perché le chiese danneggiate dal terremoto siano riaperte dopo sette anni dal sisma.

È quella che hanno avviato due carpigiani che hanno a cuore queste chiese che costituiscono parte integrante del patrimonio cittadino. I due, rappresentando il pensiero di tanti altri carpigiani, hanno realizzato la gigantografia di un presepe e l’hanno affissa davanti a tre di questi luoghi di culto che ormai giacciono in stato di abbandono: San Francesco, San Nicolò e Sant’Agata, a Cibeno. Un segnale che non è di certo passato inosservato, che sarà accompagnato da altre manifestazioni come, è possibile, una veglia.

«Quest’iniziativa è stata fatta per sensibilizzare le autorità competenti. Vogliamo che vengano ridonate alle città queste opere, patrimonio comune di tutti i carpigiani – dicono i due – La questione è cruciale e interessa da vicino tutti i cittadini, credenti e non. Si tratta di luoghi di culto, infatti, ma anche di monumenti. Vogliamo prendere San Nicolò? È in uno stato di abbandono preoccupante. All’interno ci sono opere d’arte in scagliola che rappresentato una forma molto importante di espressione artistica locale. Abbandonate per così tanto tempo rischiano di deteriorarsi e i lavori da fare, una volta che ci si metterà mano, saranno ancora di più. Pensiamo, anche, a San Francesco. Più si lascia crescere lo stato di degrado, più sarà difficile risolverlo».

Gli striscioni sono stati affissiin questi giorni di feste natalizie. «Lo abbiamo fatto come segno di rinascita, visto che il significato del Natale è quello. Non escludiamo di organizzare anche una veglia come quella che è stata fatta per Notre Dame. In fondo queste chiese sono le nostre Notre Dame - aggiungono – Rovereto non è messa meglio, pure qui la situazione è complicata. La Cattedrale è riaperta, più bella di prima. Speriamo che ci sia lo stesso futuro anche per gli altri luoghi di culto».

Intanto, qualcosa si muove sul fronte della parrocchia di San Nicolò, l’unica di proprietà comunale. Ieri è stato pubblicato il bando da parte della Centrale unica di committenza dell’Unione Terre d’Argine per conto del Comune. Si tratta della procedura aperta per l’affidamento dell’appalto per i lavori di miglioramento sismico di San Nicolò. L’importo dei lavori è di un milione e 400 mila euro di cui 164 mila circa oneri per la sicurezza. Il termine per la ricezione delle offerte è il 10 febbraio. Due giorni dopo verranno aperti i plichi. —

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