Quei commercianti “irriducibili” tra i cantieri del centro di Mirandola
«Resistiamo perchè questa è la nostra vita ma l’uscita dal tunnel è ancora lunga». L’impegno della nuova giunta
La grande piazza costellata di cantieri attende. E attendono i commercianti del centro storico di Mirandola. In questi pomeriggi di buio anticipato un giro tra le attività del cuore della città dei Pico mostra stati d’animo diversi. Tra tante serrande abbassate e cartelli affittasi ci sono anche però luci accese e imprenditori chi ha investito contando su un rilancio post sisma, superando non solo crolli ‘fisici’ ma le difficoltà anche psicologiche di un contesto drammatico. Mariana Stanciu, titolare de il Gelatino, ad esempio guarda al futuro riempiendo il suo locale di Piazza Costituente delle foto dei piccoli clienti. Ha chiuso per un mese e mezzo dopo le scosse del maggio 2012 per ristrutturare il locale e poi si è dedicata a produrre non solo al dettaglio ma anche puntando a spedizioni per ristoranti e catering. «Siamo al 100% gluten free e lattosio free e il 90% plastic free». Da quando c’è la nuova amministrazione, dicono, si nota un maggiore impegno per ravvivare il centro con eventi e manifestazioni. «Le foto dei bambini sulle pareti del negozio? La speranza nel futuro». I titolari di Mr Sullivan, attività del settore abbigliamento a pochi passi da Il Gelatino, invece, ricorda che in sette anni hanno fatto quattro traslochi dei loro due negozi, e che il sisma li ha privati di un appartamento. «Il centro è morto, chi viene da fuori a visitare Mirandola con tutti questi cantieri mai finiti? Abbiamo provato la delocalizzazione, ma casa nostra è questa, da 29 anni. Guardi il Municipio: lì prima del terremoto entravano 500 persone al giorno – concludono - e ora? E poi abbiamo avuto aiuti zero». Poco lontano dalla piazza e più vicino alla circonvallazione cittadina c’è la farmacia del dottor Roberto Gallini, la farmacia Pico: «La nostra è una categoria merceologica un poco particolare: i clienti non mancano. Prima – spiega – eravamo vicini al Comune poi ci siamo spostati qui dopo lavori di ristrutturazione durati 4 mesi. Abbiamo investito per il futuro ma è necessaria una riqualificazione, soprattutto perché in centro rimangono zone con poco passaggio». Anche il dottor Gallini sostiene che la nuova amministrazione sta facendo buone cose in quanto ad eventi e manifestazioni. Luogo commerciale da sempre molto frequentato è la Galleria che si apre a fianco del Palazzo Comunale: qui hanno sede diverse attività commerciali. Francesco Giudice, che lavora al bar La Fenice, dice che i problemi del centro sono anche legati a viabilità e parcheggi, «perchè la gente vuole mettere la macchina il più vicino possibile. Positivissimo è stato riaprire il Duomo, un simbolo della comunità – commenta - ma prima era meglio pensare a riaprire il Comune magari, liberandoci da questo labirinto col quale conviviamo, brutto anche da percorrere soprattutto la sera. Qui dietro il centro è senza vita, chi ha il coraggio di riaprire adesso un’attività? I giovani venivano dal mantovano e oggi non più, vanno altrove e io faccio lo stesso». In tanti hanno chiuso ma altri resistono e sono piccoli simboli di una comunità. Sergio e Maria Vincenzi, ad esempio, edicolanti da 53 anni, da 35 nella loro sede attuale. «Quando ci riunivamo nei campi dopo il terremoto perché non c’erano spazi adeguati – dice Vincenzi mentre con la moglie compila i fogli delle rese – ci avevano detto che ci sarebbero voluti dieci anni per tornare come prima, sembravano tanti ma sette sono già passati e siamo messi così: un poco più di movimento si è visto con la riapertura del Duomo...». Il titolare ricorda quando il Palazzo Comunale era aperto «e chiudevamo all’una e trenta per servire chi usciva più tardi: ora chiudiamo all’una, e i parcheggi sono pochi visto che molti sono requisiti per i cantieri. Resistiamo ma è dura». —
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