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Sotto il cavalcavia della Tav una montagna di rifiuti abusivi

Sotto il cavalcavia della Tav una montagna di rifiuti abusivi

In via Mavora da un anno e mezzo distese di rottami edili, carcasse di auto Schiavi e Piccinini chiedono la rimozione, telecamere e la chiusura degli accessi

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CASTELFRANCO. «Il problema delle discariche di rifiuti sotto ai cavalcavia della Tav (la linea ferroviaria ad alta velocità)? Non è cambiato nulla in via Mavora dalla prima segnalazione dell’agosto 2018». Questa, in sintesi, è ladenuncia lanciata in questi giorni da Sabina Piccinini, consigliere comunale di minoranza a San Cesario, e da Alberto Schiavi di Italia Nostra – sezione di Castelfranco. Nel mirino della denuncia finiscono Comune e Regione, con tanto di foto che accompagnano l’accusa mossa da Piccinini e Schiavi. Una montagna di paraurti e altre parti di carrozzerie di auto, materiale edile di ogni tipo, rottami, insomma una vera e propria discarica a cielo aperto che settimana doposettimana in questi mesi si è ingrandita. Ecco perchè Piccinini e Schiavi i si chiedono perché il Comune di Castelfranco non interviene con telecamere o fotocellule per individuare i responsabili? Perché non vengono chiusi gli accessi? E una volta scovati i protagonisti che scaricano abusivamente i rifiuti i due che sollevano il caso chiedono siano questi cittadini a pagare le spese di bonifica... «La lettera inviata circa un anno fa dall’assessore all’ambiente della Regione, Paola Gazzolo, personalmente alla sottoscritta – spiega la Piccinini – si concludeva con un “Confido che le problematiche da lei segnalate vengano risolte in tempi brevi”. E finiva in questo modo a seguito della segnalazione inerente alla presenza di discariche di rifiuti abbandonati sotto ai cavalcavia della linea ferroviaria ad alta velocità nel territorio del Comune di Castelfranco. La medesima lettera venne inviata per conoscenza anche al Comune, richiamato dall’assessore Gazzolo alle proprie responsabilità. Purtroppo il richiamo della Regione – commentano la Piccinini e Schiavi - è servito ben a poco. La realtà è che a distanza di circa un anno, nulla è cambiato sotto il cavalcavia della Tav di via Mavora: distese di rifiuti edili, che, per come sono stati scaricati, provengono di certo da furgoncini aziendali. Ci sono inoltre decine e decine di paraurti di auto ammassati l'uno sopra l'altro. È' proprio così difficile risalire ai responsabili di una tale vergogna? La rimozione dei rifiuti è quanto mai urgente, poi però non può finire lì. Perché il Comune non ricorre a fotocellule o telecamere per individuare, senza ombra di dubbio, i delinquenti che finora hanno potuto operare indisturbati? Una volta accertati i responsabili degli abbandoni perché non accollare loro i costi dello smaltimento, così come previsto dalla normativa vigente? Gli amministratori di Castelfranco preferiscono prevenire gli abbandoni o far rimuovere continuamente i rifiuti da Hera a spese dei cittadini? Il Comune non può continuare a pagare di tasca propria la rimozione dei rifiuti, senza, al contempo, attivarsi per individuare precise responsabilità. E se la paura di esser scoperti non sarà sufficiente a prevenire comportamenti illeciti, una volta effettuata la bonifica, si impediscano gli accessi sotto ai cavalcavia della Tav, ad esempio con una sbarra. Il problema degli abbandoni di rifiuti è tutt'altro che irrisolvibile. Di certo, però, i “tempi brevi” auspicati, ormai più di un anno fa, dall’assessore Gazzolo, ce li possiamo scordare». —

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