Gazzetta di Modena

Modena

Coma etilico, la famiglia denuncia gli amici

D.M.

Sotto accusa il video che hanno diffuso su WhatsApp e che riprende il figlio. Il ragazzo ascoltato ieri dai carabinieri

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pavullo. La famiglia del 17enne che ha rischiato la vita la Vigilia di Natale per coma etilico ha denunciato i tre amici che lo hanno salvato portandolo al Pronto Soccorso di Pavullo. È il paradossale sviluppo che sta avendo la storia della festa tenutasi in una villetta privata a Prignano. La madre del 17enne, pur ringraziando gli amici per la tempestiva corsa in ospedale, ha comunicato loro che li avrebbe comunque denunciati per il video diffuso su WhatsApp in cui il figlio è mostrato in stato di evidente ubriachezza, e quindi in condizione fragile la cui documentazione di per sé è lesiva della privacy. I carabinieri da parte loro non confermano né smentiscono la denuncia, ma gli stessi ragazzi in questi giorni hanno confidato ad amici la loro amarezza, assicurando che la denuncia è già stata formalizzata dalla madre in caserma a Prignano, dove loro sono stati convocati il 26. Denunciati i tre che lo hanno portato via e anche un quarto ragazzo: sostanzialmente tutti i maggiorenni del gruppo (18-20 anni), pavullesi. Solo i maggiorenni: non ci sarebbero denunce per i minorenni che fanno parte della stessa chat e hanno visto le stesse immagini. In caserma ieri è arrivato il 17enne, per fornire la sua versione dei fatti nell'ambito del fascicolo aperto dalla Procura per i minorenni di Bologna. In realtà quanto i denunciati hanno riferito ad amici sull'episodio collide con la prima ricostruzione dei fatti.

L'ALTRA VERSIONE

Intanto la festa si è svolta dalla serata del 23 dicembre, protraendosi poi nelle ore notturne così da arrivare al 24. Sul fatto che il ragazzo fosse stato lasciato seminudo, cosa che ha favorito il principio di ipotermia, gli amici hanno fatto sapere di avergli tolto i vestiti di sopra perché si era vomitato addosso, a causa dell'alcol. Poi loro stessi gli avrebbero messo la felpa per ripararlo. Sull'aspetto più delicato, quello dei video, secondo gli amici si tratta di clip fatte quando il 17enne non aveva ancora mostrato i sintomi da coma etilico, in un clima che nelle intenzioni voleva essere scherzoso, da goliardata giovanile. Non lo avrebbero assolutamente ripreso durante il coma etilico, anzi: resisi conto dell'emergenza non ci avrebbero pensato un attimo a portarlo a razzo in ospedale. Se avessero aspettato l'ambulanza, forse sarebbe morto. Adesso starà ai carabinieri accertare l'esatta dinamica di quel che è accaduto, e anche eventuali responsabilità nella somministrazione di alcol a minori. Il 17enne già la sera di Natale è stato visto in giro in centro a Pavullo: nel clima di festa avrà cercato di dimenticare un po' l'accaduto, sperando che anche il suo fisico possa farlo senza strascichi. Pare che tra Pavullo e dintorni le feste organizzate tra giovani e giovanissimi a casa di uno o dell'altro a suon di musica e alcol non siano una rarità. Feste annunciate come private, anche se l'afflusso è notevole, e che di fatto non si possono controllare. Se ci fosse quel locale da ballo di cui da tempo si evidenzia la mancanza a Pavullo, il fenomeno forse si sgonfierebbe. E in un locale pubblico i controlli ci sarebbero. — D.M.

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