Gazzetta di Modena

Modena

castelfranco 

Discarica sotto la Tav Il sindaco: «Controlli costanti tutti i giorni»

Alberto Poppi

2 MINUTI DI LETTURA







Non tarda la replica del sindaco Giovanni Gargano all’attacco di Piccinini e Schiavi per la discarica abusiva sotto il tracciato della linea Tav in via Mavora. E lo fa in “itinere”, facendo tappa presso gli accessi all'Alta Velocità nel territorio comunale.

«Il tema rifiuti rimane un argomento complesso, originato da un percorso viziato alla base: il lavoro nero che porta all'abbandono di residui principalmente edili, derivanti da attività manutentive e ristrutturazioni. Inevitabilmente, ad essi si aggiungono scarti di varia natura- replica il sindaco Gargano - La situazione è monitorata costantemente, tutt'altro che sottovalutata, e le rilevazioni dimostrano come siano stati compiuti passi avanti. L'accesso ai vari ingressi? In buona parte sono presenti barriere metalliche di chiusura. E per motivi contingenti gli impedimenti all'accesso possono rivelarsi controproducenti, quando si debba urgentemente fronteggiare una situazione di emergenza. In località Cavazzona, nonostante il sito risulti completamente recintato, è stato verificato che sporadici sversamenti avvengono altrove. Un intervento notturno di pubblica sicurezza ha recentemente consentito di cogliere sul fatto i responsabili, debitamente sanzionati».

L'amministrazione è consapevole della situazione e delle difficoltà conseguenti. Gargano rileva la necessità di non abbassare mai la guardia, «implementando per quanto possibile attività preventive e repressive, che non possono risolversi nell'installazione di telecamere ovunque (peraltro già attivate a rotazione dappertutto) o in presidi capillari e permanenti di controllo».

Un fermo-immagine spesso non consente l'identificazione personale... «Ma gli operatori sono impegnati in sopralluoghi notturni e diurni e la situazione negli ultimi tempi è migliorata». Non sarebbe veritiero, puntualizza ancora il primo cittadino, dilatare la portata di un problema certamente esistente ma limitato. «La segnaletica che informa della presenza di telecamere – nota il sindaco – c’è e aiuta. Credo però che occorra riportare la collettività a "sentire" il territorio come proprio mettendo in campo a priori attività educative, formative e culturali già in programma.

Un approccio alla problematica dal punto di vista meramente repressivo – come dimostrano i fatti e i precedenti – si rivela inefficace. Ma si è deciso di impiegare tutti gli strumenti messi a disposizione rcoscrivere con la massima efficacia il reiterarsi del fenomeno». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google