Forni ecologici per le ceramica: una creazione di Sacmi e Crit
Si chiama “Dream” il progetto di taglio ambientalista per fornaci che riducono notevolmente le emissionui
Due aziende fanno squadra. Coordinano il lavoro in rete per ridurre i consumi energetici e l’inquinamento. Non è un sogno, semmai un “Dream”. Si chiama così il progetto da oltre cinque milioni di euro che ha visto in prima linea le aziende modenesi Sacmi e Crit. “Dream” è un acronimo. Indica il “Design for Resource and Energy efficiency in cerAMic kilns”. Sul sito comunitario del progetto si apprende che le risorse sono state finanziate per «progettare, promuovere e provare un architettura radicalmente migliorata per le fornaci industriali ceramiche». I miglioramenti si traducono «nell’ottimizzazione del consumo energetico, nella riduzione delle emissioni e nell’abbassamento dei costi operativi». Con il supporto della vignolese Crit, la società con sede operativa a Sassuolo ha coinvolto nove partner internazionali. A livello accademico, hanno partecipato Unimore, la Brunel University di Londra, l’Istituto di Tecnologia Ceramica di Castellón e l’istituto di ricerca tedesco Forschungsgemeinschaft Feuerfest. Inghilterra, Spagna e Germania hanno partecipato anche con tre realtà aziendali: Econotherm, Keraben Grupo e Rath. Al progetto hanno aderito il consorzio con sede a Lomazzo (Como) Synesis e le ceramiche Mirage di Pavullo. I risultati del progetto, finanziato dall’Unione Europea, soddisfano i partecipanti. Il gruppo che vi ha preso parte ha riscontrato un abbattimento dei consumi elettrici. Inoltre, i consumi termici sono ridotti fino al 5%. Tale riduzione è evidenziata anche nei forni in cui erano già stati installati sistemi per recuperare il calore. Inoltre, il team ha progettato la possibilità di alimentare le macchine termiche con biocombustibili. Una scelta volta ad allineare la produzione alle politiche ambientali promosse dalla UE. Più nel dettaglio, il progetto Dream s’è concentrato su cinque tecnologie. Le prime due riguardano la messa a punto di una nuova generazione di mattoni refrattari e vernici isolanti. La versione 2.0 dei materiali ha l’effetto di aumentare l’isolamento del forno e migliorare la resistenza alle aggressioni chimiche. Inoltre, nelle macchine termiche è stato previsto l’inserimento di una microturbina. Calibrata al fabbisogno elettrico della macchina stessa, l’apparecchiatura rende il forno elettricamente autosufficiente. Può autoalimentarsi in assenza di energia elettrica. Può funzionare con differenti tipi di combustibili. La quarta tecnologia risiede in un nuovo sistema di scambio del calore verso gli essiccatoi. Infine, una versione migliorata dei filtri per il camino completa l’opera. Le tecnologie sono state sviluppate attraverso vari passaggi. Tra le tappe, un modello virtuale fluidodinamico del forno in grado di predirne le condizioni ottimali di operatività. «I risultati, molto positivi, del progetto hanno portato Sacmi ad aggiungere al proprio listino alcuni dei prodotti sviluppati», rimarca Stefano Lanzoni, amministratore delegato di Sacmi Forni. La soddisfazione si conferma alta spostandosi da Vignola a Sassuolo. «Noi di Crit abbiamo coinvolto esperti internazionali di settore – spiega Marco Baracchi, direttore generale della società a responsabilità limitata – per supportare lo sviluppo delle linee di ricerca che Sacmi ci aveva indicato come priorità. Questo è stato possibile anche grazie alla nostra rete europea di innovazione collaborativa costruita nei nostri 19 anni di attività». G.F.
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