Gazzetta di Modena

Modena

intervento polemico di cardone  

«Cavallini licenziato ma Sgp ha montagne di debiti dimenticati»

Alfonso Scibona

«Non si capisce perchè sia stato allontanato il dirigente In passato c’è stata troppa finanza creativa al lambrusco» 

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«Non si può rimanere sulla porta di fronte alla notizia del cambio di amministratore unico della Sassuolo Gestioni Patrimoniali».

Con queste parole il socialista Mario Cardone sintetizza il suo pensiero sulla decisione dell'amministrazione comunale di privarsi dell'attuale numero uno della società Corrado Cavallini.

«Eravamo rimasti ai risultati del bilancio al 30 giugno 2019, presentato al socio Comune di Sassuolo, nel settembre ed approvato dal consiglio comunale – aggiunge – Sfuggono al momento le motivazioni della giunta sulla continuità gestionale dell’attuale amministratore SGP. Il nostro gruppo politico ha contestato la costituzione della società SGP che aveva il chiaro obiettivo di saltare i vincoli imposti dalla norma per i Comuni. Aspettiamo le motivazioni, con il dovuto rispetto delle parti. Certo ci sono delle cose da chiarire. Forse è la volta buona, nell’interesse dei sassolesi che stanno pagando duramente quella che si può definire “finanza creativa al lambrusco”. Forse dovremmo fare un salto all’indietro e leggere la relazione del professionista venuto dal Veneto e liquidato con un certo stile. Forse si sono dimenticati che il Comune per legge esercita il controllo analogo sulla società SGP, quindi con potere assoluto, sulle scelte di fondo. Su alcune cose si è ben visto il risultato».

«Il Comune - continua - è impegnato per un apporto di capitale ad SGP per 42 milioni di euro mediante rate annuali fino al 2030 ed in più un contributo in conto esercizio per 2,200 milioni fino al 2022. Oggi SGP ha debiti per 70 milioni e 986.019 euro. In più ha un mare d’ipoteche su immobili dei sassolesi. Figuratevi che ha persino ipoteca, per 500 mila a favore di BNL, sui ricavi delle reti dell’acqua e gas in gestione ad HERA. Fino a poco tempo fa addirittura persino Iren Mercato aveva ipotecato immobili fino alla concorrenza di 2 milioni di euro per un capitale di 2.92 milioni, più interessi. Che dire dello strano modo di cedere il ramo d’ azienda, la gestione di eventi, ad una società rinata come la Pro Loco, praticamente gratis? E dire che il ramo d’azienda era di proprietà di “Area Aree”. SGP pagò un caro prezzo d’avviamento». —

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