Un aiuto anche durante le feste per mamma con figlio disabile
«Un regalo di Capodanno». Così Patrizia Ori ha salutato l’attivazione di un percorso atteso da tempo per assistere il figlio disabile mentre lei è assente per il lavoro. Insegnante di sostegno e madre, si era detta «stanca di dover capire» e di attendere risposte per il figlio, che ha venti anni ed è affetto da una sindrome rara. Tutto nasce dal fatto che, alla vigilia delle feste, la donna ha potuto riaccogliere il figlio a casa, dopo un periodo di ricovero tra Villa Igea e Baggiovara. Il rientro a casa avrebbe dovuto coincidere con l’avviamento di una forma di assistenza e supporto domiciliare. La soluzione, attraverso un progetto di laboratorio che sarebbe poi proseguito anche nei mesi successivi, nel quale coinvolgere il figlio era stata trovata il 19 dicembre. Ma dopo di allora la donna non ha saputo più nulla. Quell’educatore che era stato promesso «per affiancare il paziente a domicilio per supportare il periodo di assenza di laboratori che (lo) tengano occupato nelle ore diurne» non è arrivato come promesso. Tutto si era arenato e la donna si è sfogata sul web.
«So che devo capire perché ci sono le feste… – ha proseguito nel post – So che devo comprendere perché da noi in Emilia Romagna tutto è perfetto e fantastico... Ora che so tutte queste cose dico che sono stufa. Avere un figlio con un handicap è una grande sfortuna, un immenso dolore e una fatica da affrontare ogni giorno ma il peggio è la Burocrazia che vi ruota attorno. Sono 20 anni che combatto battaglie più o meno grandi e che mi muovo nei meandri delle regole. Ho “meandrato” talmente tanto che sapete che c'è... io, a questo punto, me ne andrei! Ma non posso perché qui in trincea serve un soldato che combatta per lui».
Lo sfogo ha avuto una risposta. «Lunedì pomeriggio mi ha contattato l’assistente sociale – spiega Ori – e mi è stato dato un appuntamento per l’indomani, martedì 31 dicembre. Hanno voluto sapere nel dettaglio i miei bisogni legati al lavoro. Oggi andremo a conoscere il posto e mio figlio farà un giorno di prova. Sembra ci possa essere anche una soluzione per il trasporto». La soddisfazione si aggiunge al piacere di tornare al lavoro a scuola il 7 gennaio. Ori coglie l’occasione per sottolineare di aver incontrato nel percorso ospedaliero «persone meravigliose» . —
G.F.
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