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«Il fortino rosso in Emilia cadrà»

«Il fortino rosso in Emilia cadrà»

La senatrice Bernini suona la carica per Forza Italia: «Berlusconi a Bologna l’11 per aiutarci a vincere»

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Resta un attimo perplessa per la foto del presidente con il pugno chiuso - «ma perché hanno usato quello scatto?» - poi sistema la bandiera con il Tricolore e riparte proprio da lui, Silvio, che l’11 gennaio sarà a Bologna per lanciare la volata finale. Se il centrodestra è convinto di poter scrivere la storia conquistando l’Emilia Romagna alle regionali del 26 gennaio, a crederci più di tutti è Anna Maria Bernini, senatrice bolognese di Forza Italia e uno dei possibili leader per il dopo-Berlusconi. E’ stata lei, ieri mattina al Caffè Canalgrande, a presentare la candidatura degli otto modenesi in lizza per il Consiglio regionale: «Questa roccaforte “rossa” deve cadere e cadrà - suona la carica la parlamentare di Forza Italia - e noi cambieremo il governo e il destino dell’Emilia Romagna». E a chi le chiede notizie di Berlusconi, Bernini replica facendo sapere che «il presidente sta seguendo con grande attenzione le elezioni, e sarà a Bologna sabato 11 gennaio, per tornare poi per un tour nella settimana di chiusura della campagna». Il Cavaliere, dunque, potrebbe prevedere anche un passaggio a Modena, anche se al momento non c’è nulla di certo, a parte la data bolognese. «L’obiettivo - riprende Bernini - è dare il giusto imprinting all’avventura iniziata nel ’94 per cambiare la storia d’Italia». La senatrice invita però alla cautela: «Da oggi al minuto precedente alla chiusura della campagna - riprende - dobbiamo lavorare pancia a terra e senza dare nulla per scontato. E se a Savignano sul Panaro abbiamo perso per un voto - aggiunge la parlamentare citando l’esempio del comune delle Terre di Castelli - qui dobbiamo fare il contrario, cioè vincere anche solo per un voto». Un obiettivo nel quale crede anche il coordinatore provinciale Piergiulio Giacobazzi: «Il nostro slogan è “basta un voto” - spiega - perché è anche così che scrive la storia, e questa volta noi siamo seriamente intenzionati a farlo». A guidare la squadra modenese sarà dunque il capogruppo uscente in Regione Andrea Galli: «Quando sentiamo dire che Bonaccini è stato bravo - spiega - bisogna tenere conto che con i 60 miliardi che ha avuto a disposizione, qualsiasi altro governatore avrebbe fatto come lui... e probabilmente meglio. Del resto - incalza Galli - si fa fatica a dire che le cose vanno bene pensando alle infrastrutture che collegano Modena alla provincia: dalla Vignolese alla Nonantolana, abbiamo una rete infrastrutturale datata e piena di buche». Il capogruppo uscente fa inoltre notare che «quando Bonaccini parla di servizi d’eccellenza, dovremmo tenere conto che in realtà si tratta di servizi buoni in città, e servizi decisamente carenti nelle aree periferiche, con la Bassa in difficoltà e la montagna completamente abbandonata». A proposito di Appennino, la senatrice Bernini svela una delle prime scelte della giunta di centrodestra: «Avremo un assessorato alla Montagna e alle zone speciali - spiega - perché non vogliamo abbandonarle come ha fatto Bonaccini». Al secondo posto della lista c’è Antonio Platis, consigliere a Mirandola e in Provincia, da sempre in prima linea per la battaglia su Bibbiano, ma anche per la difesa degli ospedali della provincia e per la lotta agli sprechi: «Noi - sorride - siamo il territorio che ha dei presidenti di opere autostradali... che ancora non esistono». In lista ci sono anche Massimo Barbi, Elisabetta Cadossi, Giorgio De Cicco, Federica Fontana, Paola Pasquali e Moira Stefani. —

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