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Quei Tir che ignorano i divieti e abbattono la recinzione

Stefania Piscitello
Quei Tir che ignorano i divieti e abbattono la recinzione

A Magreta i residenti tra le vie Bassa, Bonecati e Poggi sono esasperati «Strade e curve troppo strette. Scarsa sicurezza e danni in continuazione»

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Continuano i problemi tra via Bassa e via Bonecati a Magreta. Mesi fa, i residenti, avevano fatto segnalazione al Comune di un problema che destava preoccupazione soprattutto per la sicurezza, quello della circolazione dei mezzi pesanti, che arrivavano da via Pederzona e via Poggi in cui non era segnalato il divieto di transito. I tir, a quel punto, rimanevano di fatto “incastrati” tra via Bassa e via Bonecati, con notevoli difficoltà nel fare manovra. Difficoltà che li portavano, spesso, a entrare nelle proprietà private, creando solchi nel terreno, trattandosi di strade di campagna, o buttando giù staccionate. Un mese fa, dopo l’ennesima segnalazione, i vigili si sono trovati coi loro stessi occhi davanti a un tir che transitava nella zona. «Così – racconta Rita Giacobazzi, che vive proprio nella strada incriminata – il giorno dopo hanno messo i segnali di divieto». I cartelli, sono stati installati su via Poggi ma, spiega Giacobazzi: «I camion arrivano da via Pederzona, poi su via Poggi, ma a quel punto non fanno retromarcia, continuano e arrivano all’incrocio con via Bassa e via Bonecati. Qui, puntualmente, essendo troppo grandi per una strada così stretta su cui fanno fatica a passare anche due macchine, irrompono nelle nostre proprietà, creando danni e disagi». Il problema, sarebbe Google Maps che indica quel percorso come il più breve; così i tir, perlopiù guidati da stranieri spaesati, arrivano ignorando i divieti. Problema che non è stato risolto con il divieto su via Poggi: «Ieri notte - spiega Paolo Giacobazzi, cugino e vicino di Rita - per l’ennesima volta, mi hanno distrutto la recinzione». E così, ieri mattina, Paolo si è recato nuovamente dai vigili che, però, spiegano i Giacobazzi: «Dicono che per via Pederzona non possono fare nulla, perché è sotto il comune di Modena. Le telecamere? Funzionano a campione e sostengono che, senza la targa, non si può fare nulla». L’ultimo tir, tra l’altro, dopo aver divelto la staccionata di Giacobazzi, ha perso un pezzo lungo la strada: «Quello che ci preoccupa principalmente – commenta amareggiata Rita – è il problema della sicurezza. Se al posto della staccionata ci fosse stato un pedone? Probabilmente l’avrebbero travolto senza accorgersene». Una strada, quella in cui vivono i Giacobazzi, frequentata da molti pedoni, che vanno a fare passeggiate, corrono o portano a spasso i cani.

Quello della sicurezza, inoltre, è un tema che sta molto a cuore a Rita, che ha perso un figlio in un incidente stradale: «Contatterò Franco Piacentini, presidente dell’Associazione familiari vittime della strada, e gli chiederò qualche consiglio, così non si può andare avanti. All’angolo della strada, inoltre, c’è una Maestà della Madonna dedicata ai figli in cielo, proprio per la tragedia che mi ha colpito. Il Comune l’ha circondata con una staccionata proprio per evitare che i tir la danneggiassero. Ma anche quella staccionata è stata tirata giù e prima di Natale, per fortuna, è stata rimontata». —

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