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«Medici di base, Regione incapace di pianificare il futuro della sanità»

L’affondo di Isabella Bertolini e Andrea Galli, candidati di Lega e Fi:  «Problema mai risolto: ecco l’eccellenza decantata dalla Sinistra» 

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«I nodi dell’assistenza sanitaria di base, soprattutto nei Comuni periferici della provincia, vengono al pettine». A dirlo è Isabella Bertolini, ex parlamentare di Forza Italia, oggi candidata con la Lega per il Consiglio regionale: «Il problema della mancanza di medici di base - spiega - pur risaputo e non affrontato, è indice non solo dell’incapacità di programmare il futuro della sanità modenese, ma anche della disattenzione della Regione per i territori e per le aree periferiche della provincia. Il problema dei medici è solo la punta dell’iceberg, la conseguenza di politiche sbagliate e centraliste che hanno portato, attraverso i Pal, allo smantellamento dei servizi sanitari territoriali di base, soprattutto della montagna e della Bassa. Cambiare l’assetto politico in Regione - chiude l’ex parlamentare - significherebbe anche cambiare quella politica, che ha tolto i servizi dai Comuni dell’Appennino e della Bassa dove oggi i cittadini sono obbligati a compiere chilometri anche solo per una visita medico-legale».

Sul tema interviene anche Andrea Galli, consigliere regionale uscente e capolista di Forza Italia alle elezioni del 26 gennaio: «Da Modena a Carpi, da Sassuolo a Pavullo - spiega - in tutta la provincia di Modena è emergenza per la carenza di medici di base e pediatri. E’ l’Ausl stessa a certificare come a fronte di 42 nuovi ingressi nel 2019 vi siano state 50 posizioni cessate per pensionamenti o trasferimenti. Numeri che contraddicono in modo palese la tanto decantata sanità di eccellenza emiliana». Secondo Galli, insomma, «l’impressione è che l’eccellenza sbandierata dalla sinistra sia frutto di dati elaborati e letti su misura dalla sinistra stessa che governa da sempre la Regione. Ricordo a riguardo il tema delle liste d’attesa: se prendiamo come riferimento il mese di dicembre 2018 all’ospedale di Baggiovara, il tempo medio di attesa per un codice bianco è infatti di 172 minuti, 86 minuti per un codice verde, 23 minuti per un codice giallo. Al Policlinico l’attesa è di 145 minuti per un codice bianco, 122 minuti per un codice verde e 26 minuti per un codice giallo. A Sassuolo 113 minuti per un codice bianco, 84 minuti per un codice verde e 15 minuti per un codice giallo. Non va meglio a Carpi, Mirandola e Pavullo, dove i codici bianchi devono aspettare rispettivamente 86, 58 e 70 minuti, i codici verdi 88, 44 e 35 minuti e i codici gialli 46, 25 e 12 minuti. Ricordo che le linee di indirizzo regionali (le cosiddette linee guida per il triage) prevedono per i codici gialli un tempo di attesa non superiore ai 20 minuti». —

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