Gazzetta di Modena

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LAMA MOCOGNO 

Snowbike al debutto In sella senza pedalare sui pendii delle Piane

Daniele Montanari

Arrivano in Appennino i rivoluzionari mezzi per i giovani Dorella Campeggio: «Il divertimento è assicurato»

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Le snowbike sbarcano in Appennino, con tutta la loro carica di divertimento ed emozioni. Lo fanno alle Piane di Mocogno, dove sabato sono state inaugurate le prime sei bici da neve (disponibili a noleggio) acquistate da una ditta bresciana fornitrice sul bacino alpino del rivoluzionario mezzo made in Austria. A inventarlo infatti è stata la famiglia Brenter: Engelbert nel 1949 realizzò per il figlio Erich il primo prototipo di quello che assomigliava molto a uno “sci seduto”, poi lo stesso Erich lo sviluppò in vera e propria bici, con tanto di record di velocità (166 km/h) messo a segno nel 1964 sulle nevi di Cervinia.

Il mezzo si è standardizzato in un classico telaio da bici (oggi ammortizzato) con sci al posto delle ruote, da inforcare con ai piedi scarponi dotati sotto di skifoot, mini sci per inclinare meglio (non necessari per i bimbi piccoli). In sella e giù per le discese come su uno sci (stesse derapate per frenare), ma con un manubrio da guidare e altri tipi di evoluzioni.

Le snowbike Brenter si sono diffuse in tutto l’arco alpino, ma in Appennino ancora mancavano. Lo spunto è venuto all’ultimo Skipass: «Ho visto lo stand con la bici e mi son detta: perché non proviamo a portarla alle Piane? - racconta Dorella Campeggio, vicepresidente del Consorzio che ha seguito il progetto - Abbiamo preso le prime sei e sabato le abbiamo date a bimbi e ragazzi che ne sono stati subito entusiasti: non c’è bisogno di nessun corso, l’apprendimento è intuitivo per chi sa sciare, con un plus di emozioni su un mezzo sicuro e facilmente governabile. Possono essere usate a qualunque età, ma noi abbiamo pensato in primis a ragazzi e giovani. Dai primi riscontri, pare un’ottima idea».

Alle Piane sono disponibili pista del Poggio, quella bob e il campo scuola (più l’anello di fondo), grazie anche qui a un superlavoro di innevamento artificiale: «Dobbiamo un enorme ringraziamento a Wainer Cavalletti, che ha lavorato notte e giorno, tra cannoni e battitura, per far sì che per queste feste ci fossero piste disponibili - aggiunge Dorella - E il risultato è stato di prim’ordine dato che sono venuti anche gli sci club per fare le notturne e sono rimasti molto soddisfatti. Ha fatto i miracoli, e siamo riusciti a mantenere tutte le iniziative». —

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