«Dovevano fare una rotonda ma non se n’è saputo più nulla»
I residenti si lamentano per la pericolosità dell’incrocio: «Il Comune aveva già chiesto i documenti per gli espropri: perché tutto è saltato?»
Nessuno dei commercianti i cui negozi si affacciano nell’incrocio in cui è morto Marco Salmi ha visto nulla. Erano da poco passate le 7 e l’ottico non aveva ancora aperto, mentre i titolari del bar Jerry non hanno visto nulla. «Io ho solo sentito i soccorsi - racconta Marcello Caliandro dell’Osteria Morane - Ho visto le persone che cercavano di aiutare, ma sulla dinamica non posso essere utile». «Sapevo che prima o poi sarebbe successo qualcosa di brutto», sottolinea Giorgio Brancolini, un residente. «Le macchine arrivano a velocità sostenuta e per questo si era pensato a una rotatoria».
«Direi più che pensato - sottolinea una residente che preferisce restare anonima - Una porzione di terreno delle Piramidi doveva essere oggetto di esproprio da parte del Comune, per la realizzazione di una rotatoria. Poi non se ne fece più nulla».
E in effetti una rotonda sarebbe un aiuto per un incrocio complesso. Strada Morane è un’arteria trafficata, ma che porta anche, quando non c’è coda, a spingere troppo sull’acceleratore. E nel punto in cui è morto Marco arrivano due strade laterali, via Arquà e via Brescia. Inoltre arriva una pista ciclabile che incrocia strada Morane: quindi i ciclisti devono attraversare per restare nella corsia loro riservata, come probabilmente voleva fare il 17enne. Altrimenti devono immettersi in strada Morane, che, però, è sprovvista di ciclabile.
«Se non altro c’è una buona illuminazione», sottolinea ancora il signor Brancolini. Ma ieri mattina c’era anche una fitta nebbia e forse la visibilità ha giocato un ruolo determinante nella tragedia. —
GIB
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