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«Caro Salvini, qui non si passa» Il Zingaretti-day tra orti e... Ago

Luca Gardinale
«Caro Salvini, qui non si passa» Il Zingaretti-day tra orti e... Ago

Il segretario nazionale del Pd accolto da 300 persone a San Faustino. Muzzarelli: «A Modena hanno già perso»

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I posti a sedere non sono bastati, e alla fine nemmeno quelli in piedi, visto che diverse persone sono rimaste ad ascoltare fuori dalla sala. Se martedì scorso gli elettori della Lega hanno accolto Matteo Salvini seguendolo in tutti gli appuntamenti dalla Bassa alla città, ieri i democratici modenesi hanno fatto lo stesso per Nicola Zingaretti, che dopo la mattinata a Vignola è arrivato in città, dove è stato accolto da oltre trecento persone al Centro sociale orti di San Faustino di via Newton. Una realtà molto apprezzata dal segretario nazionale del Pd, che dopo aver visitato gli orti ha parlato di «esempio di come si può governare, tutelare e utilizzare uno spazio urbano, con un Comune che mette a disposizione una terra e le persone che la curano, togliendo spazio al degrado e alla speculazione». Tante, dunque, le persone in sala, mentre in prima fila c’erano Paolo Calvano, Davide Fava e Andrea Bortolamasi, segretari regionale, provinciale e comunale del Pd, ma anche i candidati dem al Consiglio regionale. Sul palco con Zingaretti c’erano invece Giulia Mancuso, segretaria dei Giovani democratici, e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che ha accolto il leader nazionale del Pd: «Dico grazie a Zingaretti - queste le parole del primo cittadino - non solo perché è qui, ma perché è il primo segretario che di fronte alla richiesta di ascolto dei sindaci e dei territori ci ha convocati a Roma. Del resto, se non c’è attenzione al territorio, non si mette in piedi un posto come questo», ha ricordato Muzzarelli rivolgendosi agli anziani che ogni giorno lavorano e fanno vivere gli orti. Quindi, pensando alla sfida del 26 gennaio e alle parole pronunciate dal leader leghista durante il passaggio modenese, il primo cittadino ha fatto notare che «a Modena siamo tutti cittadini di serie A. Oggi però abbiamo il dovere di fermare l’odio. Qui Salvini ha già perso una volta - ha aggiunto il primo cittadino riferendosi alle amministrative - e ora non riempie più le piazze, come avete visto in via Gallucci e a Reggio, ma riempie i social di violenza». La parola è quindi passata al segretario nazionale, che ha parlato a lungo della sfida per difendere il “fortino” dell’Emilia Romagna: «La cosa più brutta di queste destre è che vogliono toglierci la speranza - ha spiegato - loro ne sono capaci, perché in quindici mesi al governo hanno combinato un disastro. Del resto - ha aggiunto Zingaretti - Salvini è il migliore a raccontare i problemi delle persone, ma anche il peggiore nel risolverli. Oggi la destra vuole una comunità imprigionata nella rabbia, ma noi non possiamo permetterci che questo patrimonio cada in mano a chi sfrutta i problemi senza avere la volontà di risolverli». Per quanto riguarda la campagna di Salvini in Emilia Romagna, il segretario dem ha parlato di «invasione quotidiana motivata da una candidatura debole. Poi, però, Salvini se ne andrà, e qui non lo vedrete più». Un messaggio chiaro, riprendendo quello del sindaco di Modena: «A chi oggi ci dice “torniamo indietro” - ha ribadito Zingaretti - facciamo notare che tornare indietro non è mai possibile, e che le risposte ai problemi stanno sempre nella capacità di innovare e cambiare il futuro. A loro, a questa destra, noi dobbiamo dimostrare che qui non si passa». Il segretario si è quindi spostato in centro, dove ha partecipato all’inaugurazione della mostra sull’Eccidio delle Fonderie ad Ago-Fabbriche culturali, dove ha incontrato il governatore uscente e candidato alla presidenza della Regione Stefano Bonaccini. Due strade che in questa campagna elettorale si sono incrociate poco, vista la strategia del presidente uscente, che ha tenuto lontano il partito e i suoi dirigenti per presentarsi agli elettori come il “sindaco dei sindaci”. —



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