Gazzetta di Modena

Modena

nel condominio abusivo 

Un luogo di transito per gestire la droga

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L’importanza di questa operazione di polizia sta da un lato nell’utilità delle segnalazioni fatte dai cittadini e dell’altro nella presenza di stabili abbandonati che servono da rifugio per la malavita di strada. Infatti il grande capannone e gli uffici un tempo eleganti della Termosantaria Corradini erano utilizzati come una specie di mondo a parte rispetto a quanto avveniva fuori nel resto della città. Non tutti gli occupanti sgomberati dopo il blitz sono riusciti a sistemarsi. Tre sono tornati alle loro stanze e sono stati infatti scoperti ieri mattina, a ventiquattr’ore dal blitz, mentre dormivano sui giacigli. Sono stati portati in questura per controlli: non avevano droga né hanno commesso reati. I tre si trovavano tutti in un ex ufficio al piano rialzato del capannone. Una delle tante stanze abitate dai venti trovati dalla polizia. Ma l’utilizzo dello stabile era a tutto campo. Anche se vuotato dai beni dopo l’asta, e anche se sono rimaste solo vecchie sedie e mobili da ufficio, i venti occupanti avevano creato ambienti in condivisione. Ecco perché veniva utilizzata una stanza da ufficio solo per il taglio e il confezionamento dell’hascisc e della cocaina: su un tavolo la polizia ha trovato tutto il necessario per fare le palline di cellophane e consegnarle agli spacciatori di strada; in terra un sacco a pelo di uno spacciatore di guardia. Insomma, la ex Termosanitaria era diventata un luogo di transito, trasformazione e smercio di droga da vendere. Non era pensato come magazzino per stupefacenti. Per questo la polizia invita i modenesi a segnalare i movimenti anomali presso altri stabili abbandonati. —

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