Gazzetta di Modena

Modena

Don Erio, i valori dello sport e le partite a ping pong

Paolo Seghedoni
Don Erio, i valori dello sport e le partite a ping pong

L’arcivescovo al Panathlon tra ricordi agonistici ed elogio al mondo modenese

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«Modena è una città ricca sotto molti punti di vista: non solo economico, ma anche sotto il profilo della solidarietà, dell’associazionismo (ecclesiale e laico) e del volontariato. Vengo dalla Romagna, una terra tendenzialmente più agricola e dove la coesione sociale è quasi naturale, ma anche Modena è una realtà dove c’è grande coesione pur essendo una realtà più imprenditoriale».

Le parole sono del vescovo di Modena, don Erio Castellucci, ospite di una riuscita serata Panathlon alla chiesa del Voto. Il vescovo ha risposto a una serie di domande che vertevano sul rapporto tra sport e solidarietà, un connubio particolarmente sentito in casa Panathlon: «Lo sport può essere molto utile nell’integrazione e nell’inclusione, penso in questo caso anche ai disabili. Nella parrocchia di Forlì dove ero prima di venire qui a Modena ho avuto modo di toccarlo con mano con una piccola realtà di ragazzi. Nella mia vita da giovane ho giocato a calcio, ero un terzino destro che correva molto ma più che la palla prendeva... le caviglie e allora ho pensato fosse meglio smettere. Mi sono dato al ping pong, tuttora gioco quando riesco. Sono tre gli elementi fondamentali dello sport (gioco, sacrificio e collaborazione) che fa no parte dell’esperienza cristiana più autentica, in particolare nell’opera di inclusione e integrazione delle persone nelle loro fragilità. E i giovani che incontro, se hanno fatto sport, sono più allenati alla vita. Mi chiedete se Gesù era uno sportivo? Non nel senso che intendiamo ora, il mondo ebraico non aveva la stessa mentalità di quello greco. Di certo però camminava moltissimo insieme ai suoi discepoli e aveva, per così dire, una grande capacità di incassare».

Per finire il vescovo ha parlato dei suoi auspici per l’anno appena cominciato: «Mi auguro che ci sia la capacità di capire che l’identità si costruisce confrontandosi con l’altro, che, come diceva san Giovanni Paolo II, occorre costruire ponti più che edificare muri». A impreziosire la serata, gli interventi di soci Panathlon, di ospiti come Livio Proli e la direttrice della Gazzetta di Modena Roberta Giani, di sostenitori del Panathlon Club Modena tra cui Tarcisio Fornaciari di Bper Banca e Stefano Bolis del Banco BPM, oltre a diversi esponenti del mondo sportivo modenese che quotidianamente portano avanti iniziative di sport paralimpico, tra grandi soddisfazioni ma altrettante difficoltà, come Giuseppe Molinari, Lisa Bertacchini e Nino Sgarbi. In chiusura, Pietro Cantore dell’omonima galleria d’arte e Nadia Pedrielli del Laboratorio Cartapeste Blu di Prussia hanno brevemente illustrato i cinque dipinti sul tema della Natività e il presepe che compongono la mostra organizzata da Modenamoremio e attualmente ospitata nella Chiesa del Voto. «Ringrazio di cuore il vescovo Castellucci – commenta Maria Carafoli – per la generosa disponibilità, e per un incontro ricco di contenuti e suggestioni, che si legano fortemente ai progetti di solidarietà che sosteniamo come Panathlon». —



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