Elezioni, indecisi al 34% Bonaccini e Borgonzoni a caccia dell’ultimo voto
Il sondaggio Demopolis dà il governatore uscente in vantaggio di due punti, ma la coalizione di centrodestra supera quella guidata dal Partito democratico
BOLOGNA. Che la sfida sia apertissima è chiaro da tempo, e i nuovi sondaggi non fanno altro che confermarlo. Ma il dato più interessante viene dagli indecisi: più che un “tesoretto” , un vero e proprio “terzo polo” che, al 24% di elettori che devono ancora decidere, potrebbe sommare un ulteriore 10% di cittadini che un’idea ce l’hanno, ma che fino all’ultimo potrebbero... cambiarla. Numeri che fotografano una situazione estremamente fluida quando alle elezioni regionali mancano solo quindici giorni.
A intervistare un campione di mille elettori tra il 6 e l’8 gennaio è stato l’Istituto Demopolis: un sondaggio che conferma prima di tutto l’alto numero di indecisi, dal momento che solo il 66% degli emiliano-romagnoli ha già deciso come votare. «Solo due cittadini su tre - spiega il direttore Pietro Vento - hanno già un orientamento preciso, mentre il 10% esprime un’intenzione di voto, ammettendo però che potrebbe cambiare idea nei prossimi giorni, e il 24%, un quarto degli elettori, è ancora del tutto indeciso».
E quelli che hanno già scelto? La situazione si mantiene in grande equilibrio, con Stefano Bonaccini, il presidente uscente e candidato del centrosinistra, avanti di due punti sull’avversaria Lucia Borgonzoni (centrodestra), mentre a livello di coalizioni quella guidata dalla Lega è leggermente avanti rispetto a quella trainata dal Pd. Prescindendo dai candidati alla presidenza, infatti, nel voto per il Consiglio regionale si rileva un sostanziale equilibrio tra le due principali coalizioni, con i partiti di centrodestra che, con il 45%, supererebbero di circa mezzo punto le liste di centrosinistra.
Decisamente più indietro il Movimento 5 Stelle, stimato all’8%, mentre alle altre liste resterebbe il 3%. Per quanto riguarda i candidati al ruolo di governatore, invece, se si votasse oggi Bonaccini staccherebbe l’avversaria di due punti: al presidente uscente il sondaggio attribuisce una forbice tra il 44 e il 49%, con un valore medio del 46,5%, mentre Borgonzoni oscilla tra il 42 e il 47%, con una media del 44,5%. Numeri sostanzialmente confermati anche dagli altri sondaggi recenti: per Emg Acqua Bonaccini è avanti di tre punti (46,5 a 43,5%), per Swg la forbice del presidente uscente è del 45-49% e quella della sfidante è del 43-47%, mentre i numeri di Dire-Tecnè dicono che il ritardo di Borgonzoni è di un solo punto (43 contro 44%). Ma cosa pensano i diretti interessati di questi numeri? «Io ai sondaggi non credo - ha detto ieri Lucia Borgonzoni - perché di solito non ci prendono, soprattutto per quanto riguarda la Lega, dal momento che di solito ci danno meno di quello che prendiamo.
I sondaggi che contano sono quelli in mezzo alle persone, e c’è tanta voglia di cambiamento». Del resto, almeno su questo aspetto, Bonaccini e Borgonzoni la pensano allo stesso modo: anche il presidente uscente ha sempre detto di non credere ai sondaggi, «perché gli unici numeri che contano sono quelli che usciranno dalle urne». C’è però un numero che i candidati non possono ignorare: quello degli indecisi, che il 26 gennaio faranno la differenza. Proprio per questo, la già intensa campagna messa in campo dai due big in queste settimane lascerà spazio ad un vero e proprio tour de force per i prossimi quattordici giorni.
Le strategie in fin dei conti sono simili: incontri serrati - anche dieci al giorno - puntando soprattutto sul faccia a faccia con le persone, dalla colazione al bar di paese al mercato nelle città. Un gran finale che Bonaccini continuerà a portare avanti da solo, incrociando i leader del Pd solo in qualche occasione - come successo giovedì a Modena con Zingaretti - mentre la campagna del centrodestra andrà avanti su un doppio binario: da una parte la candidata che porterà avanti le istanze della coalizione, e dall’altra Matteo Salvini, che punterà tutto sull’effetto ribaltone di un’eventuale vittoria in Emilia Romagna.
Di certo, le loro strade si incroceranno sabato prossimo a Maranello, dove la Lega conta di radunare migliaia di persone per l’evento clou dell’ultima settimana di una campagna elettorale che, dopo il passaggio a Bibbiano, si chiuderà venerdì 24 con un doppio evento in Emilia e in Romagna. Lo stesso giorno, Stefano Bonaccini chiuderà la campagna da Forlì, puntando con decisione su una delle due grandi città che alle ultime amministrative hanno scelto la Lega. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
