«Cognento, mercato a km zero per il futuro dell’ex Conad»
Pd e Movimento 5 Stelle insieme per cercare un nuovo gestore per la struttura chiusa a fine luglio. Manicardi: «I residenti hanno perso un punto di riferimento»
Una raccolta firme per superare il problema di un centro di vicinato “non più economicamente sostenibile”, come lo hanno definito i gestori al momento della chiusura, ma ancora molto importante per i residenti, in particolar modo per gli anziani e per chi non si può spostare con facilità. Al centro c’è la frazione modenese di Cognento, dove il 31 luglio scorso il supermercato a marchio Conad ha chiuso i battenti, privando così i residenti di un importante punto di riferimento. E proprio per sostenere le richieste dei residenti, ieri il circolo del Pd locale ha organizzato un banchetto con raccolta firme: «Abbiamo deciso di dar vita a questa iniziativa - spiega il consigliere comunale e segretario del circolo Pd Stefano Manicardi - perché riteniamo importante fare quanto possibile per chiedere la riapertura di uno spazio commerciale che possa servire la popolazione di Cognento, in particolar modo per quanto riguarda le persone che non hanno la possibilità di spostarsi per l’acquisto dei generi di necessità quotidiana. L’interesse dei cittadini c’è e le firme sono già tante - incalza il consigliere dem - tanto che nel prossimo fine settimana saremo davanti al forno per continuare questa campagna». L’invito è rivolto anche alle altre associazioni e attività commerciali della frazione: «Più siamo, meglio è - incalza Manicardi - perché l’obiettivo è quello di arrivare alla riapertura nel più breve tempo possibile». Una questione recentemente affrontata anche in Comune, dove l’assessore al Commercio Ludovica Carla Ferrari, replicando a un’interrogazione di Manicardi e del pentastellato Giovanni Silingardi, ha fatto sapere di aver avviato un confronto con le associazioni di categoria per facilitare i contatti tra i possibili soggetti privati interessati a gestire un’attività al posto del punto vendita Conad. Una delle azioni generali poste in essere per il contrasto all’impoverimento dei centri di vicinato da parte dell’amministrazione, ha ricordato l’assessore, è lo studio commissionato nella precedente consiliatura: «L’analisi degli immobili e il censimento degli esercizi e delle attività attualmente in funzione - ha fatto sapere Ferrari - consentono di chiarire le attuali o potenziali dinamiche di acquisto nei centri di vicinato».
Una battaglia che vede affiancati Pd e Movimento Cinque Stelle: oltre all’interrogazione congiunta, ieri al banchetto di Congento ha partecipato anche l’ex consigliere pentastellato Luca Fantoni: «L’obiettivo è arrivare alla riapertura di uno spazio commerciale - spiega - ma le possibilità in campo potrebbero essere tante. L’idea è quella di far leva sulle associazioni di categoria per coinvolgere le realtà del territorio, magari creando un’associazione temporanea di imprese. Se da una parte un’unica insegna non riuscirebbe a gestire da sola il centro di vicinato - incalza l’ex consigliere comunale - si potrebbe provare a coinvolgere diverse realtà locali a “km zero”, creando un centro in cui ognuno ha un suo spazio, con una parte comune che consentirebbe di dividere i costi». Una sorta di mercato al posto del supermarket, insomma: «Le opportunità potrebbero essere tante - chiude Fantoni - l’importante è coinvolgere le associazioni di categoria e dare un futuro a un centro che è anche un punto di riferimento per i residenti». —
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