Dal british al military Gaudì e il distretto al salone di Firenze
Sette marchi di abbigliamento e accessori a Fortezza da Basso Il brand carpigiano ha presentato anche la collezione donna
L’EVENTO
Maria Vittoria Melchioni
Bene, ma non benissimo. Possiamo usare questo neologismo un po’ inflazionato per tracciare un bilancio dell’ultima edizione di Pitti Immagine Uomo che si è tenuta alla Fortezza da Basso a Firenze dal 7 al 10 gennaio. Oltre 1.200 espositori, provenienti da tutto il mondo, di cui solo uno sparuto gruppo dal nostro distretto tessile (7 tra abbigliamento e accessori, mentre il dato regionale è più confortante con la provincia di Bologna che ricopre il ruolo principale), ma con il dato dei visitatori leggermente in flessione rispetto al 2019. Una prima classifica dei 20 mercati più importanti di questa edizione di Pitti Uomo vede la Germania come leader, seguita da Giappone, Olanda, Regno Unito, Spagna, Turchia, Francia, Svizzera, Belgio, Stati Uniti, Russia, Corea, Cina, Austria, Grecia, Portogallo, Svezia, Danimarca, Canada. Non sorprende che a chiudere questa classifica ci siano Cina-Hong Kong i cui mercati, per vari motivazioni, non sono dei più semplici ora come ora.
Questo salone invernale ha avuto come tema la sostenibilità, con tantissimi eventi, anche fuori Fortezza, improntati a una produzione e un consumo più ecosostenibile della moda. Senza tralasciare, però, l’eleganza sartoriale o le ultime tendenze dello street style. Bellwood è approdato all’attico del padiglione centrale con uno stand che, anche architettonicamente, ha attratto molto i buyers. La collezione ha come protagonista il mohair declinato in un mood più maschile, irrobustito con un filato di merinos e presentato in tinte decisamente manish come l’antracite, il blu, i marroni caldi, giocando con la fantasia check estremizzandola nelle dimensioni. Gaudì ha pensato ad una collezione ampia e articolata, che si suddivide in quattro temi con proposte glamour, minimal ed eleganti, pensate per un uomo contemporaneo, attento a stile e dettagli: softly military fashion, city rhytms with new outfit, british style concept e sport mountains crew. Il brand carpigiano ha presentato anche la collezione donna con linee e volumi pensati per “durare” nell’arco di tutta la giornata; le fusioni metropolitane e le stampe animalier astratte sono invece perfette per affrontare con personalità la urban jungle quotidiana. I capi sono dedicati a donne dinamiche e cosmopolite, i tagli diventano rilassati e confortevoli senza abbandonare il loro spiccato istinto glam; le tinture in capo e l’utilizzo di filati nobili per le maglie impreziosiscono la collezione rendendo piacevole l’indosso.
Matteo Lamandini continua nel suo intento di rivoluzionare la formalità, quindi di andare a sdrammatizzare “l’uomo serio” attraverso tessuti e forme “non consoni” per ottenere un look molto giovanile e un guardaroba adatto a qualsiasi situazione della giornata. Il capo iconico del brand è il caposcala nelle sue varianti stilistiche, assieme al gessato e al velluto a costine. —
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