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l’intervista  

Don Caccia e la Lega «Ho chiesto a Matteo di scrivere un libro sulla sua fede»

Serena Arbizzi
Don Caccia e la Lega «Ho chiesto a Matteo di scrivere un libro sulla sua fede»

Il parroco ha incontrato Salvini da Saul nel tour elettorale Il ritorno a Chioggia in febbraio, dopo il saluto con don Erio

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«Ho proposto a Salvini di scrivere un libro sulla sua fede. Questo aspetto finisce spesso sotto i riflettori e sarebbe interessante sviscerarne meglio le sfumature e vale la pena fare capire le sfaccettature implicate in queste manifestazioni». Parola di don Ermanno Caccia, parroco di Mortizzuolo, poche settimane prima della partenza per Chioggia. Il sacerdote ha incontrato il leader leghista durante la tappa di martedì scorso a Mirandola della campagna elettorale per le Regionali.

La simpatia di don Ermanno per “Matteo” ha suscitato forti polemiche. Don Ermanno è finito sotto i riflettori nei mesi scorsi per il suo editoriale choc, scritto nel pieno della campagna elettorale per le amministrative dello scorso maggio, sul settimanale della Diocesi di Carpi, “Notizie”, di cui era direttore. Nell’editoriale, a firma “Ercamo”, don Caccia aveva elogiato Matteo Salvini definendolo “uno di noi”. «Dopo essere stata tradita da tanti, il popolo ha scelto uno fidato - aveva scritto il religioso - Se Matteo non molla, può ancora salire». L’articolo ha scatenato una bufera tale da portare alle dimissioni di don Caccia.

Il parroco, inoltre, farà ritorno alla Diocesi di Chioggia, in cui è incardinato come sacerdote della congregazione dell’oratorio di San Filippo Neri. Un ritorno anticipato di qualche mese rispetto al previsto.

Don Caccia, Salvini è a conoscenza di quanto accaduto dopo il putiferio scatenato dall’editoriale?

«Salvini è al corrente di tutto, fin dall’inizio, sin dal primo giorno. Da subito mi ha espresso tutta la sua solidarietà. Ho chiesto a lui e ad altri di lasciar correre, tuttavia, per evitare che la situazione potesse essere ulteriormente strumentalizzata».

Il suo selfie scattato insieme al leader leghista nei giorni scorsi ha fatto il giro di numerose chat. Dove ha incontrato l’ex ministro durante il “tour” elettorale?

«Eravamo a pranzo al ristorante da Saul. Mi ha invitato Guglielmo Golinelli (parlamentare leghista di Mirandola, ndr)».

Cosa vi siete detti?

«Gli abbiamo proposto di dire che cosa pensa della sua fede. Probabilmente ne nascerà una riflessione, un libro sulla fede di Salvini. Vale la pena fare capire tutte le sfumature di questa sfaccettatura così discussa».

È vero che ha chiesto di ritardare la sua partenza per Chioggia?

«Sì. Avrei dovuto partire il 12 gennaio per quello che, di fatto, è un rientro anticipato. Poi ho incontrato il vescovo, don Erio, e gli ho fatto presente che avrei avuto difficoltà con il trasloco se avessi dovuto rispettare la data concordata, inizialmente, qualche mese fa».

Perché parla di “rientro anticipato”, di fatto?

«Io avrei dovuto ritornare a Chioggia nel settembre di quest’anno, data in cui sarebbe scaduto il mio “permesso”. Il 16 febbraio, se tutto va come da copione, dovrei salutare Mortizzuolo alla presenza del vescovo».

Le dispiace lasciare Mortizzuolo?

«Certo. Spero che il mio successore sia qualcuno di polso perché la situazione è complicata: ci sono debiti maturati in seguito alla ristrutturazione della canonica e della chiesa. Inoltre, ci sono difficoltà anche all’asilo per i pochi bambini».

Cosa la attende, invece, a Chioggia?

«Sono padre postulatore per la causa di beatificazione di padre Raimondo Calcagno, che procede rapidamente». —



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