Il libro di Annalisa «Lo dedico alla mamma per il suo compleanno»
«Non volevi, mamma che chiamassi il 118, quel giorno». Poi i soccorsi arrivano e da quel momento inizia la storia di Greta. Una storia in cui si possono rispecchiare migliaia di altre persone e famiglie e che per questo diventa, da una singola esperienza, motivo di condivisione. Greta ieri avrebbe compiuto 85 anni: otto anni fa si è ammalata di demenza vascolare, una patologia che provoca gravi disturbi del comportamento con tante altre complicazioni. Ad accudirla con amore profondo, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, la figlia Annalisa Ricchetti la quale, mentre si trovava in ospedale, accanto alla madre, ha deciso di scrivere le sue riflessioni in un libro. Un modo per comunicare con la mamma, che in quei momenti non poteva comprendere le sue parole. Un modo per fermare su carta tutto l’amore provato per lei e che ora diventa esperienza condivisa. Il libro “Greta, mi prendo cura di te…” è stato presentato ieri pomeriggio all’auditorium della biblioteca Loria oltre che dall’autrice dalla dottoressa Vanda Menon (la quale ha scritto la prefazione), davanti a parenti, amici e componenti del Gafa, il Gruppo famigliari Alzheimer, fondamentale nell’assistenza a Greta e ai famigliari di tanti altri ammalati, al quale verrà devoluto il ricavato. «Desidero ringraziare moltissimo chi ha partecipato alla presentazione di ieri e il Gafa, a cui devo molto per il vissuto della mia famiglia, non solo per mia mamma - commenta Annalisa - Il libro è di 76 pagine, suddivise in 18 capitoli: piccolo, ma intenso. Ho deciso di iniziare a scriverlo in ospedale: avevo cose da dire che la malattia non mi ha permesso di comunicarle. In questo modo è uscito qualcosa che avevo dentro e non potevo raccontare in modo diverso».
Greta è venuta a mancare il 17 aprile scorso. «La mia intenzione era quella di uscire nel giorno del suo 85esimo compleanno e così è stato. Questo per celebrarne, insieme a mio fratello, la memoria. È un modo per ringraziare il Gafa per l’aiuto prezioso che fornisce».
Il Gafa (www.gafal.it) costituisce un punto di riferimento fondamentale per i famigliari degli ammalati di demenze: 1700 nelle Terre d’argine. «Annalisa con la sua affettività dona la sua esperienza con il libro che offre molti spunti di riflessione - spiega la presidente Annalena Ragazzoni - Un famigliare dovrebbe avere almeno quattro punti di riferimento: il medico di medicina generale, l’ambulatorio geriatrico o neurologico, i servizi sociali e l’associazione. Per le emergenze, poi, c’è l’ospedale che da almeno due anni ha avviato percorsi di accompagnamento per i casi più complessi». —
S.A.
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