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Preso 15enne con marijuana davanti alle scuole medie

Stefano Totaro
Preso 15enne con marijuana davanti alle scuole medie

La polizia lo ha bloccato su una panchina in largo Pucci con sei dosi in tasca «Fenomeno diffuso, i ragazzi fanno collette per acquistare dai più grandi»

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Quindici anni, studente del Corni, seduto su una panchina con sei bustine di marijuana in tasca. Un valore, secondo le ultime stime di mercato, di circa trenta euro perchè ormai “l’erba” si trova anche a cinque euro al grammo... Lo hanno sorpreso gli agenti della Volante mentre stavano effettuando uno dei tanti controlli contro lo spaccio nella zona di via Attiraglio, di via Canaletto e dintorni. Prima di accostare avevano notato, da lontano, un giovane avvicinare il ragazzo su quella panchina che si trova in piazzale Pucci, lo slargo vicino alle scuole medie inferiori Marconi. Non appena la Volante si è avvicinata, il probabile acquirente si è subito dileguato, mentre il ragazzo è stato fermato, non ha fatto in tempo a scappare. Quindici anni, come accennato, di origine rumena e che di solito bazzica in zona autostazione: gli agenti ci hanno messo poco a trovargli nelle tasche alcune bustine, in tutto sei grammi di marijuana, la droga leggera poco costosa e che è di largo consumo tra minorenni e maggiorenni. Il ragazzo è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio e la questura ha convocato la famiglia per informarla dell’accaduto: i genitori hanno dichiarato di essere all’oscuro, di non immaginarsi nemmeno che loro figlio avesse a che fare con la droga. Eppure, dicono in questura e lo sottolineano gli stessi “addetti ai lavori” che controllano le strade, è sempre più facile per le forze dell’ordine imbattersi in minorenni che bazzicano nelle zone di spaccio con pochi quantitativi di “maria” o di hascisc in tasca. «Spesso sono ragazzi che vanno da quelli più grandi - hanno riferito in questura - per fare una sorta di rifornimento. Sono come degli inviati da parte del loro gruppetto, della loro compagnia, magari dagli stessi compagni di scuola. Si presentano con i soldi della colletta, acquistano un etto perchè così pagano meno e poi tornano trionfanti dai loro amici. Diventando così una sorta di personaggio». Un fenomeno di cui c’eravamo occupati tempo fa al Novi Sad, dove alla mattina presto c’erano piccole compagnie sulle tribune, poi uno si staccava, andava a comprare dal pusher e poi tutti rientravano negli istituti. «Ora non c’è solo il Novi Sad, ma anche la zona delle stazione delle autocorriere, il parco XXII Aprile» dicono in questura, aggiungendo però che non ci sono luoghi fissi. Ormai la diffusione è capillare, i ragazzi si incontrano, ci sono i cellulari, i social, si fa presto a trovare un giro e a organizzare ovunque incontri per comprare. «Spesso chi compra ne tiene un po’ per sé, per far vedere che anche lui ha una certa disponibilità qualora qualcuno gli chieda qualcosa. Si mostra grande davanti ai coetanei acquisendo un ruolo nel gruppo - sostengono in questura - spesso nei controlli, quando vengono fermate le compagnie di giovanissimi, troviamo più ragazzi con pochi grammi. Come polizia denunciamo, segnaliamo alla Prefettura e al tribunale dei minori e avvisiamo i genitori». —



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