Amo ristruttura il Day hospital oncologico
I volontari finanziano con 200mila euro due nuovi ambulatori, il rinnovo delle aree per la preparazione farmaci e il deposito
Hanno organizzato tantissime cene e, più in generale eventi, che hanno riunito almeno 10mila persone, impiegando il ricavato per un progetto a beneficio di tutta la comunità. I volontari dell’Associazione malati oncologici ieri, al Ramazzini, hanno tenuto a battesimo il Day hospital rinnovato. L’associazione ha interamente finanziato con 200mila euro la ristrutturazione di quattro ambienti nell’Unità operativa diretta dal dottor Fabrizio Artioli. Due i nuovi ambulatori per le terapie di supporto al primo piano. Rinnovate anche l’area preparazione farmaci e deposito pulito al piano terra, con l’aggiunta di una zona dedicata al personale infermieristico. I lavori sono durati un paio d’anni.
GLI INTERVENTI
Gli spazi al piano terra sono stati ridisegnati tenendo conto di pavimenti, rivestimenti, controsoffitti, impianti e nuovi arredi. Al primo piano i due nuovi locali sono a uso dell’ambulatorio terapie di supporto: si tratta di due stanze completamente attrezzate, una dedicata ai colloqui e alle visite, l’altra, attigua, ma separata, con tre poltrone e attrezzature per le terapie. In quest’ambulatorio operano due medici specialisti in Oncologia: la dottoressa Elena Bandieri, palliativista e responsabile, e il dottor Umberto Ferrari, insieme a un’infermiera, Sonia Eliardo. Questo è un luogo fondamentale per i pazienti oncologici ed ematologici che fanno riferimento alla Medicina oncologica del Ramazzini: sono state erogate 1915 prestazioni nel 2019, con 270 prime visite e 581 prestazioni infusive. Le cure oncologiche, qui, vengono integrate con cure di supporto che in alcuni casi possono avere valore palliativo, di cura del dolore, dell’affaticamento, della fatica a respirare o altro. Nelle fasi avanzate di malattia l’ambulatorio realizza programmi di continuità assistenziale con la rete di cure palliative territoriali coordinata dal dottor Paolo Vacondio sul territorio, insieme a medici di medicina generale e infermieri formati ad hoc.
«Un collega ha detto che chi ha provato la malattia e la sofferenza può avere la sensibilità nel capire l’importanza di un luogo dedicato alle cure - esordisce il dottor Artioli, dopo l’introduzione della direttrice del distretto Ausl, Stefania Ascari - Le terapie di supporto aiutano a superare gli effetti collaterali che provocano le cure. Ho ricevuto almeno 60 segnalazioni di ringraziamento da parte di chi è passato da quest’ambulatorio che è anche un appoggio per i medici del reparto».
La presidente dell’Associazione malati oncologici ha ringraziato «chi ha reso possibile tagliare questo traguardo e i tanti che ci sostengono».
«Visitando questi spazi mi ha colpito molto l’attenzione al tema del dolore - aggiunge l’assessore Tamara Calzolari - Chi si trova a dover già sopportare una patologia così delicata non deve soffrire».
Il direttore generale dell’Ausl Michele Brambilla pone l’accento sul «senso di comunità presente in questo territorio». —
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