Gazzetta di Modena

Modena

in comune 

Gestione biblioteche: il Tar boccia il ricorso di “Macchine Celibi”

2 MINUTI DI LETTURA





Il Tar ha respinto la richiesta di annullare la delibera che escludeva “Le Macchine Celibi” confermato la decisione del Comune di escludere l’offerta della cooperativa bolognese nella gara per la gestione dei servizi bibliotecari. Il motivo: anche dopo le richieste di chiarimenti, è stata ritenuta anomala rispetto alle prescrizioni del disciplinare, determinando «un notevole pregiudizio ai diritti dei lavoratori». L’offerta era motivata dlala coop su previsioni di costo eccessivamente ridotte, tali da non garantire l’interesse pubblico. Il Tribunale amministrativo regionale, con la sentenza pubblicata ieri, ha rigettato il ricorso della cooperativa bolognese «per l’infondatezza di tutte le doglianze» proposte e ha condannato “Macchine celibi” al pagamento delle spese processuali per seimila euro a favore di ciascuna controparte costituita: Comune e Open Group. Open Group la società seconda in graduatoria nell’appalto alla quale ora, salvo ulteriori ricorsi, potrà essere assegnata la gestione delle biblioteche, nel frattempo prorogata fino a febbraio alle condizioni precedenti in attesa della decisione del Tar.

La base di gara era di due milioni e 640 mila euro (Iva esclusa) per l’affidamento per 36 mesi (880 mila euro all’anno, con possibile rinnovo per altri 24 mesi) dei servizi bibliotecari per le biblioteche comunali di Modena e per il Polo bibliotecario modenese Sbn dove con l’attuale gestore sono impegnate 35 persone (32 delle quali con contratto a tempo indeterminato). La sentenza del Tar, dopo aver ricordato che “Macchine celibi” aveva ottenuto il minor punteggio qualitativo e si era vista assegnare il primo posto in graduatoria per effetto del «considerevole ribasso offerto», pari al 14% (370 mila euro nel triennio), ha sottolineato come il Comune nel motivare l’esclusione della cooperativa abbia evidenziato «non uno, ma più profili critici fondanti la decisione assunta»: dalla violazione della clausola sociale (addossando di fatto sui lavoratori il peso del ribasso offerto visto che pur impegnandosi a riassorbire i dipendenti non veniva garantita loro la stessa anzianità di servizio) agli oneri di sicurezza, fino ai costi per le attrezzature (“effettivamente non credibili per l’eccessivo basso valore annuo”), alle spese generali e all’utile ridotto. La Uil-Fpl esprime «grande soddisfazione per il rigetto del ricorso presentato al Tar di Bologna. Soddisfazione perché le sollecitazioni fatte hanno sortito la non attribuizione a "Le Macchine Celibi" della gestione del servizio biblioteche». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google