Gazzetta di Modena

Modena

dopo il fallimento della vecchia spa 

«La società Erma ora chiarisca il futuro dei 13 lavoratori»

Stefano Turcato

Elisabetta Tiddia di Cgil: «La srl che ha rilevato l’attività non ha mai fatto sapere quali sono le prospettive aziendali»

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«Già la situazione era complessa e non facile da risolvere. Ora, con la notizia della dichiarazione di fallimento della vecchia Erma Rtmo spa di Modena, fare luce sul futuro dei 13 lavoratori rimasti diventa ancora più urgente e prioritario».

Con queste parole la sindacalista Elisabetta Tiddia di Filcams Cgil cerca di fare il punto della situazione per la difficile realtà dell’azienda Erma Rtmo di via Emilia Ovest, che si occupa della produzione e commercializzazione di macchine agricole e movimentazione terra.

La società dichiarata fallita è la Erma Rtmo società per azioni, la cui attività era stata rilevata con un affitto d’impresa da un’altra società denominata Erma srl, che attualmente sta garantendo la continuazione della produzione.

La vertenza in atto per questa azienda riguarda i crediti che i 13 lavoratori rimasti vantano sia per una mensilità non pagata sia per la riscossione dei Trattamenti di fine rapporto, che sono rimasti di competenza della vecchia società ora dichiarata fallita. Ma soprattutto è in gioco la continuità di questa azienda, per la quale al momento sindacati e lavoratori non hanno ricevuto indicazioni incoraggianti.

Nell’ottobre scorso era stato convocato un incontro istituzionale presso il Comune di Modena, alla presenza dell’assessore con delega al lavoro Andrea Bosi, per affrontare la situazione di crisi aziendale conseguente alla richiesta di concordato preventivo che era stata presentata a inizio agosto. A questo incontro l’azienda non si era presentata e da quel momento sindacati e lavoratori non hanno ricevuto ulteriori informazioni significative.

«Credo sia comprensibile la preoccupazione nostra e dei lavoratori - dice Elisabetta Tiddia - e riguardo il fallimento della vecchia società per azioni attendiamo di potere incontrare il curatore Andrea Pivetti per avere chiarimenti riguardo la corresponsione degli arretrati e dei Tfr che spettano agli addetti. È evidente che si rende necessaria la riapertura di un dialogo con l’azienda per capire quali possano essere le prospettive, cosa che la nuova società che ha in affitto l’attività non ci ha ancora fatto sapere. I diritti di questi lavoratori devono essere tutelati e stiamo lavorando per assicurare che ora questo possa avvenire». —

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