Regionali / Modena. Odio social e manifesti strappati. Scintille tra Forza Italia e Pd
Scintille elettorali anche sui manifesti strappati. Da Modena alla Bassa c'è chi si diverte e staccarli e distruggerli Andrea Galli di Forza Italia attacca il segretario Pd Andre Bortolomasi replica e punta il dito su chi in questi mesi ha creato odio via social
MODENA Ancora manifesti elettorali strappati nel modenese, con tanto di scintille tra Forza Italia e Pd. Dopo i casi della Bassa a danno del centrosinistra, è il capogruppo azzurro in regione Andrea Galli, ricandidato, a segnalare e a documentare nuovi episodi.
"In campagna elettorale è ormai una triste consuetudine- attacca Galli- quella che vede come vittime i candidati che si vedono strappati o deturpati i manifesti. Il Pd che grida allo scandalo dovrebbe prendere semplicemente atto che vandali e intolleranti sono una categoria di individui che alberga in modo trasversale nei partiti. Ovviamente Pd compreso: compito dei partiti è emarginarli e- rivendica il capogruppo azzurro- Forza Italia lo fa".
Rincara Galli: "A Modena, come dimostrano le foto, anche i miei cartelli elettorali sono stati stracciati in questi giorni e in fondo è andata meglio rispetto a cinque anni fa, quando mi venne incendiato il camper durante la campagna elettorale. Posso comunque assicurare a coloro che si sono divertiti a stracciare i manifesti- conclude il forzista- che provvederò in brevissimo tempo a ricollocarne di nuovi".
Arriva subito una replica del segretario del Pd nel capoluogo, Andrea Bortolamasi, questa mattina a Ponte Alto a presentare le nuove feste di partito in arrivo nel territorio.
«I manifesti strappati? Quello che fa Forza Italia non mi interessa, ma gesti di questo tipo purtroppo sono frequenti nelle campagne elettorali e lo sono stati nelle ultime campagne in particolare. Vanno condannati, come nel caso dell'Area Nord- precisa Bortolamasi- dove sistematicamente sono stati strappati manifesti della nostra candidata Palma Costi e del presidente Stefano Bonaccini. e vanno condannati anche nel caso di Galli. È chiaro- nota però il segretario dem riferito alla 'macchina' di Matteo Salvini- che chi ha iniettato dosi massicce di odio, rancore e livore in campagna elettorale e non solo, basta sentire i comizi e vedere quello che si muove tra i social network, non sta nel campo del centrosinistra ma nel centrodestra. galli guardi quindi al leader del suo campo»
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