Gazzetta di Modena

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L’INCHIESTA “VULCANO 2” dell’antimafia 

A Modena il denaro da riciclare dalle estorsioni in Riviera

Carlo Gregori
A Modena il denaro da riciclare dalle estorsioni in Riviera

Processo al Clan Vallefuoco per una decina di assegni provenienti dalle vittime della finanziaria Fincapital di San Marino: volevano incassarli nelle nostre banche

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Un scia di assegni per 100mila euro frutto di estorsioni a clienti della finanziaria Fincapital di San Marino è arrivata fino a Modena. E ora è al centro di un processo che ieri mattina si è quasi concluso in tribunale. Un processo che vede imputati - tra i sei complessivi -- due figure del temuto clan Vallefuoco di Caserta: il suo capo Francesco “Franco” Vallefuoco, residente in passato a Castelfranco e ora in carcere, e il suo luogotenente Salvatore Lionetti. I due, con altri quattro imputati, sono stati coinvolti in questa parte finale dell’operazione “Vulcano2” per quanto riguardava il tentativo di incassare questo denaro e riciclarlo. Il loro obiettivo era di riscuoterlo tramite banche nel territorio modenese ma sono stati fermati un attimo prima di realizzarlo - tranne un caso - perché sono stati arrestati per una terza indagine, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli. Insomma, non sono finiti i processi per i casalesi nel 2009 e 2010 tra Modena, Rimini e San Marino.

Per una serie di lungaggini, questa coda è stata stralciata dall’Operazione “Vulcano 2” nata dalla precedente “Vulcano” sempre della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna e, dopo un tormentato iter giudiziario, è stata assegnata al Collegio del Tribunale di Modena presieduto dal giudice Francesco Maria Meriggi per essere discussa solo per i reati di riciclaggio in merito a un gruppo di assegni frutto di estorsioni e usura al centro delle indagini (sono solo quelli identificati dagli investigatori). Una vicenda investigativa piuttosto complicata che ieri mattina ha terminato di spiegare ai giudici il colonnello dei carabinieri dei Ros che ha seguito le varie fasi di indagine. Una decina di assegni da 10mila euro ciascuno circa. Secondo la Dda erano stati consegnati a Vallefuoco, Lionetti e C da emissari collegati al recupero dei crediti usurari avviato dalla fianziaria sammarinese Fincapital dopo aver spremuto le “galline d’oro”, come chiamavano i clienti che incappavano nei prestiti di quell’istituto liquidato e oggi chiuso. La vicenda è stata più volte affrontata in tribunale: riguarda un giro di “strozzo” che interessava molti imprenditori riminesi in difficoltà. Il processo “Vulcano “ è terminato nel 2015 con 9 condanne (a Vallefuoco 4 anni e 6 mesi) e 4 assoluzioni. Tra le diramazioni, quella modenese indica che ci fu un solo tentativo di incasso del denaro sporco da riciclare: avvenne il giorno dopo l’incasso dell’estorsione finale. L’assegno fu portato in una banca di fiducia ma era ancora senza copertura. Quindi non fu possibile incassarlo. La gang criminale aveva intenzione di fare un giro di incassi nei giorni dopo a Modena (di qui la sede del processo) ma vennero “disturbati” dagli arresti dalla Dia di Napoli. Restano aperto il problema di trascrizione delle intercettazioni. A marzo se ne discuterà e si passerà alle richieste e alla sentenza. —



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