Quattro figli, i nipoti e una grande famiglia La scelta di Luigi: «Non ho dubbi: lo rifarei»
La storia di chi ha scelto di avere un gruppo numeroso da crescere Sacrifici, aiuti e una rete di relazioni e servizi che ha funzionato
la testimonianza
Avere quattro figli? «Una scelta controcorrente, ma che rifarei». Luigi Scagliarini ha 70 anni e crede fortemente nella famiglia. Con la moglie Ester Cantini ha cresciuto quattro figli e oggi si gode altrettanti nipoti.
«Con mia moglie siamo quasi coetanei – rivela Luigi – e all’epoca la scelta di avere tanti figli era abbastanza controcorrente. Oggi lo è molto di più, forse due generazioni fa era un po’ più naturale».
Allora i tempi non erano molto più facili. «Le condizioni economiche non erano delle migliori – riprende Scagliarini – ma le nostre due famiglie ci hanno aiutato. Abbiamo trovato una casa in affitto. Io lavoravo, anche mia moglie ha iniziato come insegnante. Dapprima era precario, poi un po’ alla volta è entrata di ruolo».
Un po’ alla volta la famiglia si è allargata sempre di più. Una tappa significativa del percorso di Luigi ed Ester è il 18 settembre 1975: il giorno del matrimonio. «Il primo figlio è nato dopo circa un anno – spiega Luigi – e poi il secondo un anno e mezzo dopo rispetto al primo. Diciamo che il primo è rimasto da solo per poco (sorride) e s’è adattato abbastanza bene. Il terzo figlio è nato a quattro anni di distanza dal primo. L’ultima è nata quando il grande aveva dodici anni». Quattro figli alla distanza complessiva di dodici anni. «Fin dall’inizio ci siamo adattati – aggiunge Luigi – e abbiamo dovuto fare diversi sacrifici, tra cui cambiare casa. Non abbiamo però mai avuto difficoltà di coppia e di famiglia. Ci possono essere state difficoltà economiche o logistiche, per esempio quella di organizzarsi per andare ad accompagnare i figli a scuola e a riprenderli».
In caso di difficoltà giungeva un aiuto. Un supporto che la coppia sta imparando a sua volta a portare ai nipoti. «Abbiamo avuto i nonni che erano sempre disponibili – prosegue Luigi – ed è una situazione che stiamo vivendo adesso come nonni. Sappiamo che diverse famiglie non hanno la possibilità. I nonni erano abbastanza vicini rispetto a casa nostra e almeno uno era motorizzato. Venivano anche ad accudire i nostri figli, li seguivano nei compiti. Siamo stati fortunati che i nostri figli sono cresciuti bene. Hanno anche trascorso un’infanzia e un’adolescenza in compagnia di coetanei e persone che li hanno seguiti molto bene. Hanno avuto la possibilità di crescere in modo equilibrato».
Entrambi contribuivano economicamente con il lavoro: lei come insegnante, lui come segretario comunale. «Ho iniziato a Castelfranco come vice – rammenta Luigi – poi sono andato in Comuni più piccoli nelle province di Varese e di Piacenza. È stata una bella esperienza, ma abbastanza faticosa. Partivo da casa lunedì e tornavo venerdì o sabato. Come padre ho seguito un po’ meno i miei figli rispetto a mia moglie. Andavamo in vacanza insieme e mi piaceva passare il tempo libero con loro». Il lavoro gli ha permesso però di andare in pensione «a un’età ragionevole e a condizioni economiche abbastanza buone, oggi forse irripetibili». I ringraziamenti vanno sia alla generazione precedente sia alle istituzioni «che funzionavano». Tutti i figli hanno studiato all’università, si sono sposati e lavorano in quattro settori diversi. Guardando indietro la soddisfazione è tanta. «I sacrifici non sono mancati, ma non ci sono pesati molto. La famiglia per noi è importantissima e una famiglia completa per noi è quella con i figli. Non mi pento delle nostre scelte». —
G.F.
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