Un piano contro la chiusura dei negozi
Il Comune lancia il programma per rivitalizzare il commercio in crisi. La preoccupazione di chi rimane. Mesi di lavori
Via Vittorio Veneto: molte saracinesche chiuse e tanti cartelli di fondi in affitto. Quello che dovrebbe essere il cuore pulsante della città, il corso dello shopping di una cittadina comunque popolosa anche se la più piccola del comprensorio delle ceramiche, stenta a decollare e la preoccupazione degli esercenti è palese.Davide Rendina, della erboristeria “Clorofilla”, spiega bene quanto accaduto. «Da fine 2018 abbiamo avuto dei lavori alla rete idrica e del gas a cura di Hera – racconta – che sono durati mesi. Questo ha comportato moltissimi disagi, con camion parcheggiati nei pochi stalli che ci sono, chiusure della strada, un cantiere perenne e una generale diminuzione degli incassi per tutti». Giuseppe Roncaglia e sua moglie Anna Balestrazzi hanno un negozio di arte e cornici sempre in via Vittorio Veneto: «Si vende poco – raccontano – la gente passa di meno e quindi si ferma poco. Facciamo anche degli incassi zero alla sera...». Il Comune è venuto incontro agli esercenti fornendo un contributo a sostegno delle attività: «Una cifra di mille euro che dovevano andare a coprire i cinque mesi di cantiere previsti – prosegue Davide Rendina – a cui però ci hanno fatto scalare sedici euro di bollo e venti di commissioni. Una compensazione minima rispetto al danno subìto. Il sindaco Francesco Tosi, in un'assemblea prima del Maggio Fioranese, ci disse che il contributo di mille euro avrebbe coperto solo la parte dei lavori per l'acquedotto mentre, per quelli del gas, ci avrebbero indennizzato altri tre mesi...». Anche perché, racconta l'erborista, gli ultimi mesi di lavori sono stati ancor più difficili da gestire: «Da luglio a settembre il danno di mancati incassi dei negozi di questa strada è stato ancora più pesante – conclude – perché il cantiere del gas ha creato ancora più intralcio del precedente. Nel 2019 abbiamo avuto problemi di gestione della strada: per esempio a un certo punto siamo stati costretti noi esercenti a mettere dei cartelli per indicare alle auto che residenti e avventori dei negozi avevano il permesso di entrare in via Vittorio Veneto nonostante la strada fosse apparentemente chiusa. Li avevamo chiesti per settimane al Comune e quando abbiamo messo i nostri, dopo due giorni sono spuntati fuori i loro». «L’anno dei lavori è stato uno sfacelo – spiega Erika Perini del negozio di bomboniere “L'Incantesimo” – I danni si sono visti dopo, i mesi successivi sono stati una messa da morto. Per quanto mi riguarda è andata giù oltre la metà del fatturato. Sono nove anni che ho aperto il negozio e vedo chiusure in continuazione, la situazione è palese. Su decine di cessazioni, si vede al massimo un'apertura a compensazione».
Non è finita qui: il prossimo giugno, dopo gli eventi del Maggio, partirà un altro grande cantiere, quello della nuova pavimentazione.
«Sto valutando anche di trasferire il negozio da un'altra parte», conclude sconsolata Erika. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
