Don Erio omaggia Sebastiano «Raggio di luce disobbediente»
Messa a 30 giorni dalla scomparsa: «Era una persona straordinaria e umana» L’ultimo messaggio del frate: «Ho accettato che il “dopo di noi” sia a Formigine»
«Non dobbiamo parlare di padre Sebastiano al passato ma al presente, perché è nel cuore di Dio e da lì continua a occuparsi di noi. Con la sua originalità ovviamente, magari a volte spingendo un po’gli angeli che sicuramente lui troverà un po’ troppo lenti per i suoi progetti». Così il vescovo Erio Castellucci mercoledì sera a Pavullo nella messa celebrata nel 30° giorno dalla scomparsa del 92enne frate cappuccino.
Il trigesimo ha portato più di cento persone in chiesa, a partire dagli amici e collaboratori storici di Sebastiano: Romano Ghinelli, Rino Bellori, Giuseppe Ricci, Claudio Montorsi, Erio Amidei, Giorgio Amadessi, Giuseppe Melchiorri e molti altri. Fino al fotografo Gianni Bellesia, al suo fianco in un’infinità di avventure, a partire dall’exploit in tv con Mike Bongiorno. È venuto apposta da Mantova, anche per una visita alla tomba a Verica: «Ho già cominciato a disturbarlo - ha detto - perché sono convinto che dal luogo in cui è possa fare molto per noi». Ha portato anche i ringraziamenti di Nicolò Bongiorno, figlio di Mike, per la citazione del suo messaggio nel giorno del funerale.
A concelebrare la messa, padre Lorenzo Motti (ministro provinciale dei cappuccini), padre Paolo Grasselli (guardiano e rettore del santuario di Puianello) e ovviamente monsignor Germano Bernadini, fratello di Sebastiano. Dal vescovo, un’omelia intera dedicata a lui, tra riflessioni e ricordi. «Era difficile non essere colpiti dalla vivacità di Sebastiano, dalla sua determinazione, dalla sua simpatia e dal suo entusiasmo - ha esordito - credo che ogni tanto il Signore susciti delle persone particolarmente incisive per aiutare tutti a vivere una dimensione diversa. Queste persone sono straordinarie proprio perché si distaccano dall’ordinario, diventano dei raggi di luce. E padre Sebastiano lo era».
Nonostante certe uscite spiazzanti: «Chi poteva dare del ladro a Mike Bongiorno, se non lui, senza essere espulso dalla trasmissione? Chi poteva permettersi di intervenire con grande determinazione in alcune scelte in campo religioso, ma anche negli ambienti pubblici, se non lui? Senza destare alcuna rivolta perché era padre Sebastiano, e si sapeva che non lo faceva mai per sé, ma con lo sguardo sempre rivolto ai più bisognosi».
Dal vescovo, un simpatico ricordo del loro primo incontro alla casa Francesco e Chiara: «“Lei ha sentito parlare di me?” mi chiese, e io gli risposi: “Certo”. “E le hanno detto che io ho fatto quattro voti?” riprese lui "perché ho fatto anche il voto di disobbedienza?”. Mi misi a ridere, perché padre Sebastiano era un disobbediente obbedientissimo: la sua bussola era il Vangelo, e a volte anche se spingeva un po’ e andava dritto per la sua strada, lo faceva perché era la strada del Signore. Il suo affidamento alla Provvidenza era straordinario».
Don Erio ha citato anche l’ultimo messaggio lasciato da padre Sebastiano, dove a proposito della struttura per il “dopo di noi” che voleva tanto a Pavullo, mostra accettazione per la scelta di Formigine: «Scrive Sebastiano: “Inizialmente non ho gioito, ma poi ho accolto l’idea che il dopo di noi concepito a Pavullo nasca a Formigine. Del resto, anche Gesù concepito a Nazareth nacque a Betlemme, ma fu Natale per tutti”. Solo un uomo di grande fede - ha commentato il vescovo - poteva arrivare a questi collegamenti. Lui con il suo sguardo da fanciullo riusciva a vedere in profondità, ed è per questo che è così caro a tutti, e tuttora così presente nel cuore di tutti». —
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