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Nubi su “Colorobbia” con 60 esuberi per i tre stabilimenti

Daniele Dei

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Arrivano segnali di preoccupazione dalla Toscana sulla situazione occupazionale della Colorobbia, azienda specializzata nella produzione di colori per ceramiche industriali che ha un proprio stabilimento anche a Fiorano, in via Cameazzo.

Voci persistenti, che sono state confermate in ambienti sindacali, fanno capire che all'orizzonte i vertici aziendali avrebbero in previsione di attivare una serie di procedure di mobilità.

I motivi per il momento non sono chiari, anche perché non c'è niente di ufficiale e non sono stati comunicati dei procedimenti.

Il numero degli esuberi in tutta la realtà aziendale di Colorobbia, che ha casa base a Montelupo Fiorentino e in un altro importante stabilimento a Vinci, sempre nella città metropolitana di Firenze, si aggirerebbe intorno ai sessanta.

Tutto il gruppo, che fa riferimento alla famiglia Bitossi, vanta intorno ai 250 dipendenti, di cui un quinto con casa base a Fiorano e i restanti in Toscana.

I fiorentini investirono in Emilia nel 1962: Montelupo è storicamente una città della ceramica staccata da un vero e proprio distretto, che i Bitossi trovarono invece tra Sassuolo e dintorni.

La profondità del legame è simboleggiata dal fatto che, nel 2018, un pullman partì da Fiorano a Montelupo per i funerali di Vittoriano Bitossi, il grande patron dell'azienda, scomparso all'età di 94 anni. Sulla questione degli esuberi i sindacati al momento preferiscono il “no comment”, ma a quel che si apprende le rappresentanze dei lavoratori stanno in guardia anche a Modena perché i posti a rischio non è escluso che possano interessare anche il versante emiliano.

Colorobbia già in passato aveva avuto dei periodi in cui i lavoratori, almeno quelli toscani, avevano vissuto momenti di cassa integrazione: dal 2013 al 2015 ci furono per esempio tre procedure aperte allo stabilimento di Vinci, con cali di dipendenti progressivi.

Nel 2015 inoltre si era assistito a un trasferimento da Vinci a Fiorano di alcune produzioni, come quelle della graniglia, materiale in vetro a uso ceramico. Sulle cause di questa scelta ormai imminente non emergono cause conclamate.

Colorobbia in questi anni ha investito molto in ricerca e sviluppo, in particolare nel settore delle nanotecnologie e dei nuovi materiali. Oltre cinquemila i prodotti che il gruppo montelupino della famiglia Bitossi, il quale il prossimo anno festeggerà cento anni di attività, esprime sul mercato a dimostrazione di quanto detto.

È comunque vero che già dallo scorso Cersaie gli imprenditori si erano “allacciati le cinture” sapendo di entrare in un periodo particolare con una Germania avviata alla recessione, la guerra dei dazi Usa/Cina e, in parallelo, una messa in campo di grandi investimenti in innovazione nonostante il mercato sia a circa la metà dei livelli del 2008, alle porte della grande crisi economica.

Colorobbia, tra l'altro, in Toscana ha avviato il progetto “Fabbrica Innovazione” per la realizzazione, nello storico plesso di Montelupo Fiorentino, di un polo di formazione in cui portare avanti dei progetti sperimentali. —

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