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Quel doppio sorpasso a pochi metri da dove è morto Marco

GIB

Nei pressi dell’incrocio in cui è stato travolto e ucciso il 17enne vengono del tutto ignorati gli attraversamenti pedonali e i divieti 

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il caso

C’è un sorpasso, anzi un doppio sorpasso, che più degli altri colpisce. Avviene a pochi metri da dove Marco Salmi ha perso la vita a 17 anni pochi giorni fa, travolto da un’auto mentre attraversava strada Morane.

Arrivando da Modena, nei pressi della polisportiva, ci sono diversi attraversamenti pedonali che si susseguono in poche centinaia di metri. La striscia è rigorosamente continua: qui non si può superare. Percorriamo la strada ai 50 orari e veniamo superati in un breve lasso di tempo da uno scooter e da una utilitaria: i due conducenti se ne infischiano della striscia continua e proseguono, salvo poi frenare alcune decine di metri dopo a causa di un rallentamento.

È la riprova di come Strada Morane che è pienamente urbana, nel senso più stretto del termine per i tanti incroci e attraversamenti pedonali, venga invece percepita dagli automobilisti come un’arteria di importante comunicazione in cui è lecito spingere sull’acceleratore.

È la prova provata delle considerazioni che Andrea Burzacchini, amministratore unico di aMo (Agenzia per la Mobilità di Modena), aveva fatto su queste colonne nei giorni successivi all’incidente mortale di Marco Salmi. «Rendiamo tutte le aree residenziali zone a limite 30: e per aree residenziali intendo ovunque abiti la gente. Ovunque vi siano negozi, attraversamenti pedonali e scuole. Escluderei soltanto le aree industriali e le arterie di importante comunicazione».

E strada Morane rientra di diritto nel residenziale predicato da Burzacchini: tenendo anche conto che non c’è una ciclabile a tutela dei ciclisti. Più in generale l’amministratore unico di aMo auspicava una importante operazione infrastrutturale con cui ripensare la suddivisione delle strade: più spazio per pedoni, biciclette e mezzi pubblici, meno per le auto. «Strade più partecipate», aveva detto. E in effetti circolando in città rispettando rigorosamente i limiti, ci siamo accorti che gli automobilisti sono molto più disciplinati in quelle strade in cui lo spazio per le auto è costretto. Se non altro perché non esiste lo spazio per manovre azzardate. Non appena, invece, esiste fisicamente il margine di manovra allora arrivano i sorpassi, spesso e volentieri seguiti da improvvise frenate, perché in fin dei conti la città non è un’autostrada e quindi capita che un ostacolo prima o poi si presenti, magari all’improvviso. E così quello scooter e quell’auto che ci sorpassano in strada Morane dopo pochi metri sono costretti a fermarsi nei pressi di un incrocio. A brevissima distanza c’è il palo dell’illuminazione pubblica di mille colori in memoria di Marco. —

GIB

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